E’ nella terra dei vigneti e degli ulivi, notoriamente riconosciuta tra i miglior terroir di produzione del Monferrato, che Roberto Volta, 45 anni, originario della Città Sabauda, ma con mattoncini monferrini nel Dna, ha scelto di ridare vita all’Azienda Agricola Cascina Ronco.
Siamo a Olivola, piccolo borgo monferrino disegnato dalla Pietra da Cantoni e da un mosaico naturale di vigne, boschi, prati e ulivi, recentemente riconosciuto prima Città dell’Olio del Piemonte. Ed è nel lembo collinare denominato Ronco, che Roberto ha ritrovato le sue origini ancestrali, quelle dei nonni materni, già contadini e allevatori, ridefinendo, così, il suo innato sentire.
Dopo l’iniziale esperienza di Perito Agrario, e una breve parentesi in Fiat, nel 2002 Roberto colse l’occasione di rilevare alcuni vigneti de La Schiavazza, in quel di Olivola, per iniziare a tessere le basi di una nuova professione nascente. Nel 2003, prese forma giuridica Cascina Ronco, affondando le sue radici in un passato enoico, non troppo lontano, quello del nonno paterno Romano che, in quel di Sala Monferrato, annoverava una lunga esperienza da viticoltore.
“Mi è sempre piaciuta la campagna, così come la vigna” racconta Roberto. “Tutte le vacanze estive le ho trascorse nel Monferrato e, a Sala, da Gian Carlo Gaia ho imparato a lavorare in vigna, prendendomi cura della vite e dei suoi frutti”.
Oggi l’Azienda Agricola, certificata SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata), conta 11,5 ettari di vigneti, distribuiti su areali altamente vocati e caratterizzati da esposizioni ottimali, i cui unici protagonisti sono gli autoctoni Barbera e Grignolino. Con i suoi 11 ettari di superficie vitata, la Barbera rappresenta la punta di diamante dell’azienda e viene allevata con sesti di impianto fitti, lavorazioni meccaniche limitate e utilizzo mirato di prodotti antiparassitari. Il Grignolino, invece, sta prendendo piede a poco a poco, distinguendosi per carattere, grinta e schiettezza.
“La vigna è come un figlio, da seguire in ogni sua stagione, a partire dal diradamento manuale fino alla fase di raccolta, per un prodotto dalla maturazione maggiormente completa e dalle caratteristiche organolettiche ottimali per la produzione Docg” racconta Roberto. “Ogni anno, la vendemmia torna ad essere un rito primordiale, intessuto di storia e di innovazione”. Da sempre, Roberto predilige la raccolta manuale, che passa attraverso la cernita oculata dei grappoli; a questa, affianca una logistica su misura, quella dei carri d’acciaio auto-scaricanti, pensati per una maggiore tutela del prodotto e il raggiungimento diretto alla diraspa-pigiatrice. Un giusto compromesso tra meccanizzazione e tradizione.
Dalla vigna alla cantina, il viaggio prosegue in una dimensione sobria ed essenziale, così come lo è la filosofia di produzione e di vita dello stesso Roberto. Anche qui, vige la giusta combinazione tra rustico e moderno, tecnologia e manualità. Divenuta mosto, l’uva viene trasportata nelle vasche di vinificazione in cui vi rimarrà fino all’esaurirsi della fermentazione. Questa è la fase più delicata. E’ durante questo fenomeno naturale, infatti, che, ancor più che in altri passaggi, ogni processo è scrupolosamente osservato e accompagnato. Dalla temperatura in vasca (controllata con sistemi automatici di refrigerio/riscaldamento) alla pratica di vinificazione (come, tra gli altri, la scelta del tipo di sommersione del cappello di vinaccia), il tutto, con l’intento di conservare, al meglio, le caratteristiche organolettiche del mosto. Niente legno per i vini di Cascina Ronco: solo acciaio (6/7 mesi) e bottiglia (minimo 18 mesi). Nel calice, quindi, solo ed esclusivamente, l’espressione più pulita, pura e autentica del Monferrato enoico.
Visite e degustazioni guidate su prenotazione. Vendita diretta.
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