Profuma di storia, di civiltà contadina e di vino l’Azienda Agricola Danilo Spinoglio di Sala Monferrato, la cui conduzione famigliare è custode di una ricchezza valoriale radicata e intrinseca alla filosofia aziendale, di spiccata autenticità e di intonsa bellezza.
Condotta da Danilo, insieme alla moglie Maria e ai suoceri Fernanda e Giorgio, l’Azienda Agricola si sviluppa su 35 ettari di vigneto, disegnando le colline monferrine del borgo salese, in una perfetta/imperfetta geometria di ecosistemi naturali di elevata biodiversità. Al centro, in posizione panoramica, sorge il plurisecolare cascinale Narzo, interamente edificato nell’architettura rurale locale, che è ordinata alternanza di Pietra da Cantoni e mattoni a vista. Al suo interno, la cantina è scrigno di vita e movimento, quella delle uve che macerano, del mosto che fermenta e del vino che evolve e si affina, per poi assestarsi in bottiglia, in un riposo, solo, apparente.
La maggior parte della superficie è coltivata a vitigno Barbera, riservando areali importanti al Grignolino e alla Fresia, oltre che al Dolcetto e al Cortese. La filosofia aziendale è ricompresa nell’espressione libera e spontanea delle diverse stagionalità, senza l’omologazione dei gusti e dei descrittori. Danilo lascia che la natura e il suolo facciano il loro corso. “A noi, il compito di garantire al vino la possibilità/capacità di portarsi seco il territorio, lungo l’intero percorso che va dalla pianta al grappolo e dalla cantina al calice” racconta Danilo. Un impegno che parte dalla vigna, dove vengono garantite basse produzioni a ettaro per dare voce al timbro autentico e puro dei sapori, che ne definiranno qualità e identità. Le vasche di vinificazione e stoccaggio sono in acciaio inox, mentre l’affinamento prosegue nel legno. L’attesa è paziente e attenta, nel rispetto dei tempi lenti che il vino ci richiede. Come un figlio, ogni annata è unica: ha il suo carattere, i suoi tempi e le sue virtù.
Danilo si è diplomato enotecnico ad Alba nel 1997 e, da allora, cura in azienda tutte le fasi del processo di vinificazione. Ad ogni vendemmia, dedica mesi e mesi di attenzione, ascoltando cosa chiede e dice il vino. Ne controlla la temperatura e il livello nelle botti, ne evita le ossidazioni ed effettua la lunga serie di travasi. Un lavoro fatto di riguardo e passione per raggiungere i massimi livelli qualitativi, preservando il carattere di ogni vino autoctono, per credo, per rispetto e per tradizione.
Il vino di Sala fu dal tempo dei ducati e dei marchesati considerato un prodotto da buongustai, tanto che i feudatari erano soliti ordinare che i tributi loro dovuti venissero pagati in Barbera e Grignolino. Racconta Alessandro Allemano, nel suo saggio conservato nell’Archivio Storico del paese, che Sala riforniva regolarmente la tavola dei Gonzaga, marchesi del Monferrato e duchi di Mantova. Tra le curiosità, poi, si narra che, ivi, vi soggiornarono le truppe napoleoniche, attratte dai nettari di Bacco conservati nelle locali cantine. La cura e l’attenzione per i vigneti salesi è anche suggellata negli Statuti comunali, che riportano specifiche condanne contro chi danneggiava o rubava i raccolti. A vigilarne sull’applicazione delle norme era la ferraccio, una sorta di polizia locale.
Nei secoli, Cascina Narzo e le colline circostanti continuano ad essere accomunate dalla costante della coltivazione della vite. Il motto di Danilo è semplice e forte allo stesso tempo: “non c’è futuro senza agricoltura”. Per questa ragione, la sua azienda prosegue, con passione e dedizione, quella missione tracciata dai padri nel solco dalla tradizione, ma con lo sguardo alto proteso al futuro e i piedi ben ancorati alla terra.
Visite in cantina e degustazioni nell’antico fienile su prenotazione. Vendita diretta.
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