E se le origini di Papa Francesco concorrono alla rinnovata alla notorietà di un vino di bandiera, nel Monferrato casalese, a benedire famiglia, lavoro e passioni di un vigneron cultore del Grignolino, qual è Roberto De Alessi di Lu Monferrato fu, invece, Papa Giovanni Paolo II, 264º Pontefice della Chiesa cattolica e vescovo di Roma.
Ma occorre tornare indietro nel tempo di oltre 30 anni per conoscere le origini dell’Azienda Agricola De Alessi Roberto e, con lei, il fortuito incontro con Papa Karol Wojtyla. Roberto, ai tempi elicotterista per l’Elialpi in quel di Courmayeur, non era nuovo di incontri con personaggi famosi, ma la notizia di portare il Papa polacco a 4700 metri sulla punta Major, nel massiccio del Monte Bianco, certamente, lo sorprese. “Presto, il Santo Padre si dimostrò affabile e umile” ricorda Roberto. Di ritorno a La Thuile, Roberto e Papa Wojtyla si sedettero entrambi sul pattino dell’elicottero a condividere gli ultimi pensieri. Sorseggiando vin brulè, il Santo Padre si soprese nell’apprendere che il giovane elicotterista sapeva potare le viti. Ai tempi, Roberto era 36enne e, per passione, aiutava in vigna papà Delfino.
Con l’acquistò di un cascinale a Lu, nel 1992 Roberto intraprese l’attività agricola aprendo Tenuta San Sebastiano. “Dà subito, volli dare una svolta alla tradizione vitivinicola di famiglia, scegliendo, per il nostro vino, un futuro in bottiglia. Uscii con il primo imbottigliato nel 1993. Malgrado la partenza decisa, solo col pensionamento, una decina di anni fa, riuscii a dedicarmi appieno alla viticoltura, grazie ad alcuni vignaioli dell’omonima Compagnia che, per me, furono grandi maestri. Magico fu lo spirito che ci accomunò in un desiderio di rivalsa per la storia e il prestigio enoico del nostro amato Monferrato. Insieme ad altri produttori e cultori del Grignolino gettammo le basi per la costituzione del Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese. Eravamo spinti dal desiderio di riscatto e mossi dalla voglia di fare qualcosa di diverso che fosse veramente nostro. Poi, l’incontro con l’enologo Mario Ronco completò il puzzle per dare un nuovo volto al Grignolino del Monferrato casalese. Da allora, tutti gli anni ci incontriamo a febbraio per commentare l’ultima vendemmia e il vino che verrà. Il Grignolino è sempre stato una sfida ambiziosa capace di unirci con orgoglio e passione. E’ il nostro autoctono e, come noi, è ruvido e anarchico, generoso e schietto. Potremmo anche dire che parla il nostro dialetto, tanto è aderente a questa terra”.
In 30 anni, il Monferrato enoico è avanzato senza fretta, orfano di grandi imbottigliatori. Un limite? Un vantaggio? “Dipende dai punti di vista” prosegue Roberto. “Credo in questa terra, così com’è, selvaggia e anche un po’ sconosciuta. Amo il Monferrato, che è solida, rassicurante e fertile presenza. Credo nei suoi viticoltori, che conoscono la pazienza, l’attesa e l’operosità. Amo il Grignolino che sa esprimere, sorso dopo sorso, ciò che il nostro sudore sottace”.
Oggi, la De Alessi, con i suoi 12 ettari vitati, è condotta dal figlio Fabio, 27 anni, ex cuoco, “un gran lavoratore e contagiosamente entusiasta” commenta Roberto. Insieme, padre e figlio condividono la stessa filosofia aziendale: massima attenzione e in vigna e atteggiamento non interventista in cantina. “Per me il vino è un mondo nuovo, affascinante, ricco da grandi potenziali tutti da scoprire” chiosa Fabio. Tra i vini top di gamma ritroviamo il Grignolino del Monferrato Casalese doc “No-Name” (tradizionale) e “Monfiorato” Riserva, oltre alla Barbera del Monferrato Superiore docg “Mepari”.
Visite e degustazioni guidate su prenotazione. Vendita diretta.
Copyright © Editrice Monferrato S.r.l. – Partita iva: 00150360063 – Privacy Policy – Cookie Policy – Credits