Sono terre che parlano di tradizione, di famiglia e di cultura contadina, quelle che disegnano il mosaico ecosistemico del Monferrato, con tasselli a valenza autoctona, libera e anche un po’ selvaggia. Sono terre che secretano calore e memoria, con la brezza che sfuma i profili e si diffonde intrecciando sapere, bellezza e carattere.
Ed è in questa terra, core zone dei Paesaggi Vitivinicoli Langhe Monferrato e Roero Patrimonio Unesco dal 2014, che sorge l’Azienda Agricola Vitivinicola Botto Marco, laddove suolo, architettura e vino sono tornati ad essere cuore pulsante di un paesaggio, di un’identità e di un’economia di ritrovato vigore e prestigio.
Avviata da nonno Vasin nel 1898, e proseguita dal figlio Pietro, oggi l’azienda è alla terza generazione con Marco e la moglie Angela, i quali, nel pieno rispetto della tradizione, si identificano per la riguardosa attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica, garantita da scelte puntuali, figlie di visione e di lungimiranza. Ne sono esempi, tra gli altri, il ricorso alle moderne tecniche di vinificazione e la certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata). La loro, è una storia autentica che, di generazione in generazione e di stagione in stagione, guarda al futuro, con la perpetua consapevolezza che, come dicevano Vasin e Pietro: “la terra dà vita alla vite e l’uomo ne sublima il frutto”. Su questo solco, anche i giovanissimi Pietro (21 anni) e Matteo (16 anni) stanno tracciando i primi passi verso il futuro aziendale.
Dal 1898, la famiglia Botto si prende cura dell’intero processo produttivo a partire dai vigneti, che si estendono su 24 ettari di terreni formati da Marne di Sant’Agata Fossili (le stesse terre marine del Barolo) ricomprese nel Miocene superiore – Tortoniano (età circa 11-7 milioni di anni fa), per proseguire con la maturazione delle uve e l’affinamento del vino, l’imbottigliamento, lo stoccaggio e la vendita, fino alla degustazione con vista tra i filari.
“La certificazione SQNPI ci impegna a seguire specifiche norme tecniche e fitosanitarie nell’ottica di un minor impatto verso l’ecosistema, ma non ci fermiamo qui” racconta Marco trasudando orgoglio e fierezza contadina. “Quotidianamente lavoriamo con l’impegno a consegnare, alle future generazioni, una dimensione paesaggistica, naturalistica e ambientale sana e pulita. Per questo, crediamo nel minimo ricorso ai trattamenti, nella rigorosa selezione e vinificazione delle sole uve sane (riducendo, così, l’utilizzo dei solfiti), nel ricorso alla tecnologia intelligente in cantina, nella relazione tra vitigno e territorio, nel rispetto delle vocazioni ed espressioni enoiche del Monferrato e nel vino, come inestimabile patrimonio di storia e di cultura.
Tra le etichette alfiere di cantina, c’è il BarberOne (premiato al “The WineHunter Award 2020), la Barbera del Monferrato Superiore docg lasciata appassire naturalmente per 100 giorni in cassetta, per poi fermentare 15 giorni in vasca d’acciaio, affinare 24 mesi nel legno e invecchiare altrettanti in bottiglia. Ne scaturisce un vino di grande forza, armonia, persistenza e complessità, particolarmente fruttato, con sentori di eucalipto e liquirizia. E per un vino tanto importante, non poteva mancare una bottiglia altrettanto speciale, qual è la Impero/Imperiale.
Nel ventaglio dell’offerta, poi, ci sono: Grignolino del Monferrato Casalese, Nebbiolo, Freisa e Sauvignon. Completano l’offerta aziendale l’Olio Extravergine di Oliva La Ru (blend delle varietà Leccio del Corno, Leccino e Pendolino, dalle note intense e aromatiche) e l’accoglienza enoturistica.
Visite e degustazioni guidate, accoglienza e vendita diretta vini.
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