BOTTAZZA – CASALE MONFERRATO

BOTTAZZA – CASALE MONFERRATO

Azienda Agricola Bottazza

Strada Vecchia per Pozzo Sant’Evasio 9 - Casale Monferrato 

Telefono: +39 0142 449404 – +39 338 6928378

e.mail: info@vinoleporati.com

Storia

Alle porte di Casale Monferrato, accoglie l’ingresso in città l’azienda agricola Bottazza, da più di un secolo condotta dai Leporati. Oggi alla guida ci sono i fratelli Roberto e Marco ed il cugino Giorgio, ma l’azienda venne fondata dal loro bisnonno Pietro Leporati, alla fine del ‘800. Sono di quell’epoca uno splendido diploma guadagnato dall’aziende nel 1898 in un concorso che premiava le migliori uve, a cui ne è affiancato un secondo del 1924 che quella volta premiava i vini; entrambi emblemi di storicità aziendale. Alla fondazione l’azienda era monoculturale, nel senso che produceva solo uva da vino, un aspetto curioso in un’epoca in cui l’economia dell’azienda agricola tipica del Monferrato si fondava su due colonne: una conduzione in cui era coinvolta l’intera famiglia, e la promiscuità delle colture, vigna, seminativi, prati, allevamento. Di fatto, il nonno dei Leporati, Domenico, figli di Pietro, agli inizi del ‘900 introdusse anche l’allevamento dei bovini di razza piemontese, proseguito poi dai due figli Piero e Renzo.

Visione

Oggi l’azienda è impostata ancora in questo modo, ma con l’apporto di attività collegate che ne fanno una perfetta integrazione verticale, usando un termine caro al lessico industriale. Affiancata alla cantina c’è una splendida quanto ormai rarissima stalla con capi di razza piemontese, e poi una macelleria interna con vendita al dettaglio (dal 2010), e un agriturismo (dal 2007), improntato alla sola ristorazione, dove degustare carni e vini aziendali. Con Giorgio Leporati ci addentriamo in questa realtà aziendale molto articolata. Partiamo dal vino: “Stiamo vivendo un buon momento per il Monferrato del vino, questo grazie ad un fenomeno territoriale legato al lavoro delle aziende, che ha fatto crescere la qualità e fortunatamente anche il valore in termini di prezzi. In questo momento ci sono due fattori che rendono incerto il futuro, la siccità e le malattie che colpiscono le viti in particolare la barbera, due elementi che limitano e riducono la quantità prodotta. Invece un elemento importante è il turismo un flusso sicuramente in decollo che porta un pubblico interessante e interessato nelle nostre aziende. Seppure l’abbondanza di zanzare in estate non ci aiuti affatto”. Come percepisci Giorgio, l’impatto dei nostri vini su un mercato molto competitivo come quello del vino? “La Barbera ha grosse potenzialità, è sicuramente una certezza, con il Grignolino va sicuramente meglio di anni fa ma resto ancora perplesso. Vedo la difficoltà al primo impatto, anche se in degustazione una volta spiegato la gente ne apprezza profumi e morbidezza al palato. È chiaro che il problema del Grignolino sta nel numero di bottiglie troppo contenuto per essere conosciuto da un pubblico vasto”.  È impossibile stare alla Bottazza senza parlare di allevamento della Fassone Piemontese, la regina del bollito misto. Come vanno le cose in stalla? “Da noi bene, perché abbiamo i nostri canali, macelleria e agriturismo, però gli allevamenti in Monferrato sono quasi scomparsi per la ragione che la nostra razza è poco competitiva rispetto a quelle francesi, ad esempio”. In che senso? “Per portare a maturazione la carne di un piemontese, 450 chilogrammi, occorrono due anni, mentre altre razze raggiungono lo stesso risultato in metà tempo, con metà costi. Quindi, se il consumatore non comprende questa differenza di prezzo che esprime anche una sostanziale differenza di qualità è difficile competere”. Per concludere torniamo al vino. Ci sono forti minacce all’orizzonte, cambiamento climatico, consumi in contrazione, norme burocratiche folli come il nutriscore, e norme per la riduzione dell’uso di chimica in vigna. Come vedete il futuro voi Leporati? “La minaccia più preoccupante è l’aspetto economico. Noi pratichiamo già da anni una agricoltura a basso impatto ambientale che significa meno chimica e più prodotti naturali. Lo facciamo senza essere certificati Bio, ma perché ci crediamo. Questo fa lievitare sensibilmente i costi mentre gli aiuti europei sono già in contrazione. Ci possiamo salvare solo con il mercato senza demordere sulla strada della qualità”.

Produzione

Denominazione
Grignolino del Monferrato casalese doc, Barbera del Monferrato Doc, Barbera del Monferrato Superiore Docg, Monferrato Dolcetto Doc, Monferrato Freisa Doc, Monferrato cortese Doc, Piemonte Chardonnay Doc.
Bottiglie
45000

Top di gamma

Barbera del Monferrato superiore DOCG ‘Montesasso’ - Barbera del Monferrato DOC ‘Rubia’ - Grignolino del Monferrato Casalese DOC ‘Sanvas’

Riconoscimenti

Torchio d’Oro diploma di merito per Piemonte Chardonnay, Barbera del Monferrato Superiore, Monferrato Nebbiolo

Visite alla cantina e degustazioni, solo con prenotazione obbligatoria, tutti i giorni in orari 8-12; 14-19

Estensione aziendale, 140 ettari di cui 40 coltivati a vigneto. Le vigne sono collocate su terreni calcarei e argillosi nei comuni di Casale Monferrato e San Giorgio Monferrato.