CA’ BOSCHETTO – VIGNALE MONFERRATO

CA’ BOSCHETTO – VIGNALE MONFERRATO

Cà Boschetto

Strada Cascina Boschetto 3 – Vignale Monferrato 

Telefono: +39 335 5405058

e.mail: m.barigazzi@tiscali.it

Storia

Cà Boschetto è un luogo fisico, in frazione San Lorenzo di Vignale Monferrato, ma per Maria Cristina Barigazzi sta diventando un luogo dell’anima. Il bello è che non lo avrebbe mai immaginato potesse accadere fino a quando non ha iniziato a vivere a pieni polmoni questo cocuzzolo da cui si domina un panorama sul Monferrato con il Monviso sullo sfondo. Ma, raccontiamo la storia dall’inizio. Maria Cristina vive a Milano e di mestiere fa l’editore di riviste specializzate in enigmistica; ha origini piemontesi da parte di nonna e conserva ancora una casa di famiglia a Valdieri, in provincia di Cuneo, posizionata proprio di fronte alle terme. Trascorre una buona parte della vita lontano da qualsivoglia pensiero di tipo vitivinicolo. Però, come per molti accade, di punto in bianco si accende una lampadina la cui luce col passare del tempo diventa sempre più luminosa. Questa lampadina, nel caso di Maria Cristina, si chiama voglia di avvicinarsi alla natura anche per dare la possibilità alla figlia Arianna, oggi poco più che ventenne, di viverci a contatto. Inizia una ricerca di un qualcosa che fosse con le giuste dimensioni per occuparsene come un diversivo, e in prima battuta il Piemonte è out dai pensieri e quindi dall’indagine. Punta diritto al pavese, area che affascina i milanesi, ma l’offerta, per un dettaglio o per l’altro non soddisfa. Ecco che il Piemonte torna ad essere rivalutato. “Sdoganata l’idea che il Piemonte poteva fare al caso – ricorda oggi ripercorrendo quel tempo di una decina d’anni fa – ho valutato tante situazioni, finché mi sono imbattuta di questa proprietà a Vignale, che era stata una vecchia cascina contadina ed in quel momento era di proprietà di cittadini tedeschi. Subito mi sono innamorata del posto e dello skyline che ti porta via il cuore di cui si gode da questo cortile”.  Era il 2012. La proprietà aveva un ettaro di vigna a Grignolino rispetto ad una superficie complessiva di poco superiore ai sei ettari.

Visione

Con l’acquisto arriva il progetto: piantare ancora vigna, ed un altro ettaro è stato piantato con Barbera e Chardonnay, piantare alberi per farne una tartufaia, ed è stato fatto, ristrutturare gli immobili per dare accoglienza turistica, attività ancora in corso d’opera. Il connubio tra produzione di vino e ricettività sta ispirando il brand, che quasi sicuramente sarà ‘Da Bacco ad Arianna’, una bella sottolineatura di quanto questa avventura stia coinvolgendo la figlia di Maria Cristina. È sempre interessante incontrare persone che essendo arrivate sul territorio hanno capacità di analizzare le situazioni partendo da esperienze diverse, e volendo capire il nostro Monferrato visto con occhi meno monferrini ci avventuriamo sulla strada dell’analisi. “Questa esperienza mi ha insegnato che l’agricoltura è fatica vera. Mi ha fatto toccare con mano quanta ne hanno fatta i nostri nonni. Oltre ad essere un lavoro duro, non sei neppure padrone delle situazioni, poiché puoi essere bravo, capace, impegnato quanto vuoi ma il meteo può sempre vanificare gli sforzi. Tutto questo significa che nei confronti dell’agricoltura occorre rispetto. E rispetto va riservato anche alle persone che lavorano con te e ti consentono di realizzare un sogno attraverso la loro fatica. L’altra faccia della medaglia è la gratificazione per aver creato qualcosa che non c’era, e questo è sempre una grande soddisfazione”. Sarebbe impossibile parlare di progetti di sviluppo aziendale senza parlare di territorio. Esistono davvero potenzialità di ulteriore crescita? “Chiaro che si. Conosco bene il senese, ad esempio, qui siamo ancora lontani, così come lo siamo dalle Langhe. Pertanto ci sono spazi per fare ancora molto. Ma…”. Ma cosa manca ancora? “Forse un cambio di mentalità generale. Prendo un esempio per far capire che non è una critica ma un’analisi personale su cosa si dovrebbe lavorare. Esiste ancora un gap sulla cura del territorio rispetto ad altri posti. Qui da noi ci sono posti molto curati e altri molto lasciati andare. Migliorare questo aspetto, ad esempio, migliorerebbe l’idea generale sul nostro Monferrato”. Il messaggio, interessante, è lanciato; lavorare sulla bellezza potrebbe essere l’obiettivo comune su cui far convergere all’unisono le politiche di tutte le municipalità della zona. Tornando a Cà Boschetto e guardando al futuro; come vede la sua azienda fra un decennio? “La vedo più sviluppata. Magari qualche vigna in più, sicuramente con noccioleti, e di certo molto attiva sul piano della recettività per poter accogliere turisti nel migliore dei modi possibili. Il sogno è di portare qui anche qualcosa di attinente alla mia attività editoriale. Sicuramente la differenziazione sarà importante per poter essere sostenibili”.

Produzione

Denominazione
Grignolino del Monferrato Casalese Doc, Barbera del Monferrato Doc, Piemonte Chardonnay Doc
Bottiglie
2000

Top di gamma

‘Veritas’ Barbera del Monferrato Doc ‘Ninfa’ Piemonte Chardonnay