Sono 72 le primavere della Cantina Sociale Colli di Crea, una delle più longeve cooperative del Monferrato casalese, il cui nome fu, da subito, un omaggio al vicino Sacro Monte mariano e ai dolci pendii vitati che, nel secolo scorso, caratterizzavano maggiormente il territorio.
Costruita a Madonnina (Serralunga di Crea) nel 1951 su impulso del Generale Giuseppe Migliorati, la Colli di Crea venne inaugurata nel 1952 alla presenza di una folta rappresentanza del mondo viticolo della Valcerrina e del Monferrato casalese. Il Piemonte fu la prima regione italiana che sul finire dell’Ottocento, nel novarese e vercellese, battezzò le nascenti Cantine Sociali di bandiera. Fu così che, sull’onda degli entusiasmi ritrovati, figli di un endogeno e contagioso bisogno di rimettersi in gioco dopo i funesti anni della guerra, le soluzioni cooperative piacquero anche ai monferrini. Nell’arco di un solo anno, nel 1953, la Colli di Crea raddoppio la sua superficie per soddisfare sia le richieste di conferimento, da parte dei piccoli vignaioli, sia quelle degli avventori, numericamente crescenti.
“Per i nostri nonni, andare alla cantina sociale era cosa comune ed era, anche, attesa occasione per uno scambio di opinioni sull’annata, sui prezzi, sulle rese e sui gradi alcolici/zuccherini” racconta Mirko Carzino, da trent’anni enotecnico della Colli di Crea. Conferire in cantina significava evitare costi ingenti che, singolarmente, i piccoli produttori non avrebbero potuto sopportare. E’ ancora vivido nella mente il ricordo dei consueti capannelli di vignaioli intenti a conversare, ridere e, talvolta, anche discutere più o meno animatamente; in questi ambienti è un ricordo ricorrente, che rimanda ad una nostalgica immagine, quasi poetica, espressione della civiltà contadina radicatasi nel tempo.
Attualmente, i soci conferitori della Colli di Crea sono 55 e, oltre che dal Monferrato casalese, provengono dal vicino astigiano, concorrendo ad un vinificato di 13/14 quintali/anno che, in parte viene imbottigliato per i privati (35mila bottiglie/anno) e in parte finisce all’ingrosso (80%). I rigogliosi e maturi grappoli che, annualmente, giungono in cantina per la vinificazione provengono dai vitigni di: Barbera, Grignolino, Freisa, Dolcetto, Bonarda, Nebbiolo, Albarossa, Pinot Nero, Cortese e Chardonnay. Le etichette sono circa 22 etichette e, oltre alla vinificazione tradizionale, contemplano anche la tipologia Riserva, con passaggio nel legno per la Docg.
Spesso bistrattate, le cantine sociali assumono oggi un volto nuovo, da un canto, custode della tradizione contadina e, dall’altro, di maggior forza spendente, per investimenti nelle dotazioni e negli strumenti finalizzati ad un innalzamento ed allargamento dell’offerta. Scelte necessarie, ma anche molto attese da una clientela sempre più esigente e che, nel tempo, ha anche cambiato il modo di acquistare. Non più grandi quantità di un unico vino, ma tante denominazioni in minori quantità. Tra i vini più ricercati ci sono il Grignolino e la Freisa. Insomma, non si tratta solo più di una questione di gusti e di preferenze, bensì di una maggiore consapevolezza delle infinite sfumature dei vini monferrini, quindi, di scelte mirate a seconda dei diversi contesti, abbinamenti ed eventi. Inoltre, sempre più, la clientela è alla ricerca di esperienze complete e immersive, che ruotino intorno al vino. Per questo, anche la Colli di Crea propone un’offerta su misura che, dalla degustazione in cantina, prosegue con le passeggiate in vigna o in ebike tra i territori vitati, fino alla tavola, presso le strutture ricettive dei suoi soci. Presto, anche la realizzazione anche un banchinone autoctono, come i vini di questo territorio, per godere del paesaggio monferrino sorseggiando il Nettare di Bacco a piccoli sorsi, mentre il tempo scorre lento, scandito dall’arpeggiare del vento tra i filari e dal frinire dei grilli tra zolle.
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