A Lu Monferrato, c’è traccia dei Casalone dal lontano 1734. Fu in quell’anno che Petrus Jeronimus, forse proveniente dal Canton Ticino, approdò al paese monferrino per servire con la propria famiglia le terre del nobile locale. Tracce ataviche di una famiglia che a distanza di una dozzina di generazioni, a Lu Monferrato, è ancora protagonista dell’economia agricola del paese. Paolo, oggi alla guida, in convivenza con il fratello Pier Angelo, raccolse il testimone dal padre Ernesto, ed ora è pronto a passarlo ai nipoti. Successioni che segnano le epoche. Ernesto, mancato nel 2021, era un vignaiolo di razza, che si distingueva per la conoscenza del mondo e degli uomini. Uomo colto, grande appassionato di musica e canto, fu il fondatore della Corale Polifonica di Lu. Orgoglioso del suo mestiere contadino, fu lui ad avviare la vendita in bottiglia nel 1973 e ad iniziare a confrontarsi nelle fiere vinicole riscuotendo successo e premi tra i grandi nomi dell’enologia piemontese portando con orgoglio le proprie barbere a confrontarsi con quelle di Langa e dell’astigiano.
La barbera Ruber Millo è ancora oggi l’etichetta di punta dell’azienda, vino muscoloso e di beva piacevolissima, il quale come compagno di viaggio trova un Grignolino strutturato chiamato ‘I Canonici di Lu’ che trascorre ben 40 mesi in botti Tonneau. Nel 1996, Paolo, inseguendo quella che è sempre stata la sua passione, si mise alla guida dell’azienda, ampliando gli ettari vitati, fino ai quasi nove attuali, e occupandosi di vigna e cantina. Il fratello Pier Angelo, ingegnere di formazione scolastica e professione, si affiancò occupandosi “Perché più portato di me” dice Paolo, della commercializzazione delle circa quarantamila bottiglie prodotte e smerciate in parti uguali tra Italia ed estero. Un’azienda, quella dei Casalone, ora già pronta ad accogliere una nuova generazione; non i figli di Paolo, per il momento, perché ancora troppo giovani per decidere il proprio futuro, ma i figli delle due sorelle: Simone, figlio di Francesca, con una ottima propensione al commerciale, e Luca, figlio di Elisabetta. Questa geografia familiare dell’azienda che verrà, ci offre uno spaccato di valori importanti; di solide relazioni parentali, nonché della consapevolezza che l’azienda e la terra sono un collante culturale e patrimoniale da conservare, difendere e perché no, ampliare. Intanto i due ragazzi hanno avuto in tempi diversi esperienze estere in aree del vino francesi ed australiane. “Un vissuto importante – giudica Paolo – non solo per sé stessi e per il miglioramento delle loro conoscenze a tutto tondo, ma perché hanno portato a casa idee nuove in cantina ed in vigna che stiamo già praticando”. Una ventata d’aria fresca per Paolo, che ha vissuto un trentennio in cui il panorama vinicolo monferrino si è trasformato in maniera sostanziale. “Ho avuto la fortuna di vivere anni durante i quali il prodotto vino si è apprezzato. Oggi abbiamo la gente che ci entra in cantina con le idee chiare e con la voglia di provare e conoscere. C’è più attenzione e più preparazione. Questi fattori, un tempo sconosciuti, aiutano le aziende che fanno qualità. È chiaro che i consumatori sono più esigenti”. Qual è stato l’elemento che sta portando gli amanti del vino sul nostro territorio? “Sicuramente la narrazione fatta in tutti questi anni. Averne parlato molto, a tutti i livelli ha aiutato parecchio. C’è stata anche narrazione poco corretta, nel senso che non si è rimarcato a sufficienza quanto sia complicato fare vino e farlo in collina. Per questo passaggio, forse, sarebbe stato opportuno avere un leader carismatico che non abbiamo mai avuto”. Quali minacce incombono sulla viticoltura del futuro? “Più di una. Il peso burocratico eccessivo è la più fastidiosa. Ma le malattie delle piante è la più inquietante. Ormai si susseguono ad ondate sempre più frequenti nuovi patogeni, senza trovare soluzioni radicali per quelli vecchi. È una battaglia impari, parecchio costosa sul piano economico, che rende complicata oltre modo la vita del vignaiolo”.
Visite e degustazioni: dal lunedi al sabato dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Sempre gradita la prenotazione.
Copyright © Editrice Monferrato S.r.l. – Partita iva: 00150360063 – Privacy Policy – Cookie Policy – Credits