CASCINA FALETTA – CASALE MONFERRATO

CASCINA FALETTA – CASALE MONFERRATO

Cascina Faletta

Regione Mandoletta 81 – Casale Monferrato 

Telefono: +39 0142 670068

e.mail: info@faletta.it

Storia

Siamo alle porte di Casale Monferrato, lungo lo stradone che più avanti imboccherà la Valle Ghenza, luogo magico per la cerca (e la trova) del Tartufo Bianco. Il posto è magico; un’immersione full nell’architettura storica della Cascina Faletta, casale dove sono stare ricavate camere, ristorante, piscina e cantina. Tutto questo bendidio è affidato alla direzione di Lorenzo Rosso, rampollo della famiglia di industriali che detiene il brand monferrino delle carrozzerie refrigerate Cold Car.

In un caldissimo pomeriggio di inizio agosto Lorenzo sta vendemmiando il Pinot Nero per le basi spumante del Metodo Martinotti e del Metodo Classico ma non si sottrae alla narrazione della sua azienda. “Abbiamo adottato la formula francese dei Relais Chateaux – sintetizza per spiegare la filosofia dell’investimento fatto dalla famiglia – l’obiettivo è di proporre al turista le tre grandi discipline che possono spiegare un territorio: la ristorazione, con l’impiego di materie prime locali; l’ospitalità, offrendo un appoggio di accoglienza per far vivere il territorio per più giorni; il vino, per valorizzare i vitigni autoctoni e non solo”. L’altro risvolto affascinante di questo posto è il crocevia storico che l’ha attraversato. Iniziamo dalla misteriosa figura della Marchesa Virginia che parrebbe essere stata la prima proprietaria dell’immobile nella seconda metà dell’800, nonché moglie dell’armatore genovese Rubattino, passato alla storia per essere il proprietario dei piroscafi Piemonte e Lombardo con cui Garibaldi portò le sue mille camicie rosse in Sicilia. Lungo i decenni soffiarono molti venti, ed anche quelli bellici del secondo conflitto, che lasciò testimonianza di sé con tre fucili da guerra perfettamente oleati e con i caricatori armati, nascosti in una stanza segreta, e avvolti in carta di giornale del settimanale L’Uomo Qualunque fondato da Guglielmo Giannini nel 1944 e ritrovati durante recenti lavori di ristrutturazione. E infine un po’ di storia famigliare, poiché i bisnonni paterni di Lorenzo furono mezzadri proprio in questa cascina attorno alla metà del secolo scorso; “Il fatto curioso è stato scoprirlo dopo che avevamo comprato l’immobile nel 2009”, svela Lorenzo. Ma entrambe le famiglie, Rosso e Novarino, possono vantare radici contadine vitivinicole saldamente piantate nel comune di Terruggia.

Visione

Dunque il 2009 segna l’inizio di una nuova vita per questa cascina. Elena Novarino e Giovanni Rosso, genitori di Lorenzo, si buttano a capofitto in una ristrutturazione rispettosa dell’architettura originale. Nel 2013 l’inaugurazione post maquillage dove domina la domotica, l’energia rinnovabile e la ricerca spasmodica di ridurre a zero la produzione di anidride carbonica. Dieci camere lussuose ed un ristorante con un’ottantina di posti alla carta (è anche location elegante per eventi) completano l’offerta. Tutt’attorno la vigna; una decina di ettari. Anche parlando di vini c’è storia da raccontare, siccome a metà degli anni ’50 del novecento la Faletta riceveva cinquecento mila lire in premio per l’eccellenza dei suoi vini. Al momento la nuova proprietà Rosso-Novarino ha portato la produzione a circa trenta mila bottiglie totalmente biologiche, distribuite per metà in Italia ed il resto tra Europa, Usa e Giappone.  I vitigni coltivati ruotano tra il classico territoriale e l’internazionale: Barbera, Grignolino, per i primi, e poi Chardonnay, Syrah, e un ampio impiego del Pinot nero sia nella versione vino rosso – etichetta tre fucili – sia per la spumantizzazione di un Metodo classico – etichetta Marchesa Virginia – e di un Metodo Martinotti. Il giovane Lorenzo conduce personalmente l’azienda agricola (oltre al resto, ovviamente) con grande passione per il lavoro di vigna, vantando di essere l’esponente della quarta generazione di vignaioli: “Abbiamo però saltato la terza – dice scherzando – perché mamma e papà sono stati soprattutto industriali, e solo ora si sono re immersi in questo bellissimo mondo dell’agricoltura”. Parla di futuro con ottimismo ed entusiasmo. “Come vedo la mia azienda tra dieci anni? Vedo che dal periodo Covid in poi il Monferrato si è rivalutato di molto. Attorno a noi ci sono territori saturi, quindi per noi si prospetta ancora crescita importante. Parlo di accoglienza e ristorazione, settori più facili per farsi conoscere. Del nostro territorio c’è ancora tanto da scoprire, e mica solo per i turisti stranieri, anche per gli italiani, e anche per gli italiani provenienti da aree non troppo lontane da noi. Per il vino il momento non è felicissimo però documentandomi ho capito che il settore vive da sempre di alti e bassi”. Restando sul tema vino ci sono minacce preoccupanti per il futuro del settore? “La più intuitiva a cui pensare è quella climatica, ma alla fine la vite tra tutte le colture agricole è forse la più resistente. Mentre mi preoccupa molto di più vedere l’arrivo sul mercato di competitors che si affacciano sui mercati senza aver mai coltivato un grappolo d’uva. Penso ad esempio alla Cina, che da grande consumatore sta diventando anche produttore”. La speranza per il territorio? “Molte aziende di viticoltori stanno vivendo un passaggio generazionale, sta scendendo in campo l’ultima generazione. Spero e confido in una maggiore capacità di fare sinergia rispetto a quanto hanno fatto le generazioni passate”.

Produzione

Denominazione
Barbera del Monferrato Superiore Docg, Grignolino del Monferrato casalese Doc, Piemonte Chardonnay Doc, Piemonte Pinot Nero Doc, Monferrato Bianco Doc, Piemonte Syrah Doc. Inoltre due vini spumantizzati uno Metodo Martinotti, l’altro Metodo Classico a base Pinot Nero
Bottiglie
30000

Top di gamma

Grignolino del Monferrato Casalese Doc Monferace “Indelebile”; Piemonte Chardonnay Doc “Mirice”; Piemonte Pinot “3 Fucili”; Piemonte Pinot Doc Metodo Classico “Marchesa Virginia”.

Visite in cantina su prenotazione, da mercoledì a venerdì dalle 17 alle 19. Sabato e domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

 

Estensione aziendale 10 ettari totalmente vitati