CASTELLO DI UVIGLIE – ROSIGNANO MONFERRATO AL

CASTELLO DI UVIGLIE – ROSIGNANO MONFERRATO AL

Cantina Castello di Uviglie

Località Castello di Uviglie 73 – Rosignano Monferrato 

Telefono: +39 0142 488132

e.mail: vini@castellodiuviglie.com

Storia

Nel più profondo Monferrato Casalese enologico la Cantina Castello di Uviglie è un punto di riferimento. Indiscutibile. Lo dice la sua storia, datata 1491, un anno prima che Cristoforo Colombo attraccasse sulle coste del Continente americano; lo raccontano le sue cantine storiche e le belle vigne attorno all’immobile imponente. Lo raccontano gli attuali quarantacinque ettari di vigneto e la politica di valorizzare i Cru: Uviglie, Mandoletta, Moncucco, Prota; tutti nel comune di Rosignano. Il Castello ‘vinicolo’ dal 2021 è passato di mano; dalla famiglia Lupano a quella Bonzano, stirpe di industriali con origini e solide radici piantate su questo territorio, nonché affermato brand nel settore del legno e dei pannelli in compensato (prima IBL, recentemente rinominato in BNEXT). La lavorazione del legno è per definizione in simbiosi con l’agricoltura, ma il salto laterale dagli alberi alla vite è una evoluzione recente datata 2009. È questo l’anno in cui la famiglia Bonzano avviò l’azienda agricola omonima piantando i primi sette ettari di vigna, con lo scopo di attuare una ristrutturazione conservativa della collina su cui è adagiata la loro dimora. Il primo embrione di vinificazione prese forma dalle mani sapienti del guru Donato Lanati nel 2016 (tutt’ora enologo della Tenuta).

Visione

Un’esperienza che coinvolse fin da subito la famiglia al completo, Simonetta, Enrico, Stefano e Massimo; nonché i loro figli, in totale otto cugini tutti emotivamente legati al territorio d’origine  che oggi cullano l’ambizione di creare un brand territorial-vinicolo. Tre di loro sono più in prima linea di altri: Beatrice e Davide sono agronomi da percorso universitario, mentre Francesca con la sua laurea in economia si occupa di gestione e comunicazione. Per tutti e otto il denominatore comune è l’aver conosciuto il mondo attraverso i reciproci percorsi scolastici ed universitari, ma cullare il desiderio di tornare. Vero spirito ‘glocal’ termine oggi in disuso, ma che una ventina d’anni fa indicava il pensare globale per un agire locale. “Siamo partiti tutti per andare a studiare all’estero, ma tutti vogliamo o abbiamo voluto tornare per lavorare qui – spiega Francesca – qualcuno l’ha già fatto, come nel caso mio, di Beatrice e Davide, altri lo faranno. Ognuno coltiva il suo perché. Nel mio caso la soddisfazione è di lavorare con la mia famiglia, imparare dai miei genitori e assimilare dalla loro esperienza imprenditoriale. Creare qualcosa di nuovo che ancora non esiste. Dal 2021 abbiamo acquisito la parte di cantina del Castello di Uviglie. Fin da piccola dalla finestra della mia stanza vedevo il Castello, il primo goccio di vino che ho bevuto era del Castello, ora poterne governare il destino è un grande orgoglio, oltre una grande responsabilità”. Francesca porta nel discorso un carico importante di ottimismo, smontando ogni scetticismo sui pronostici del mercato a venire. “Sento che le Doc del territorio si vendono con difficoltà. Purtroppo o per fortuna il mercato è libero. L’importante è rimanere fedeli al territorio. È troppo facile vendere doc molto conosciute, la vera sfida è fare grandi vini con le nostre Doc ed un giorno essere riconosciuti per la nostra identità”. Pertanto il legame con il terroir, inteso alla francese, ossia il mix di suolo, saper fare e tradizioni è imprescindibile? “Noi siamo custodi non padroni del posto, e come tali abbiamo il dovere di portare avanti le tradizioni”. Oltre i vini, molto monferrini, quindi molto rispettosi della tradizione, il Castello di Uviglie ha riportato a nuova vita le cattedrali che racchiudono la storia locale del materiale da costruzione, quelle cave di Pietra da Cantone dalli quale sono stati asportati dal ventre della terra tonnellate a milioni, metri cubi a miliardi, di quei cubi giallastri che sono serviti per costruire tutti i paesi e le cascine del Monferrato casalese. Nelle vecchie cave della Colma di Rosignano, di proprietà del Castello di Uviglie, i Bonzano – a cui hanno dedicato una linea di vini – hanno creato locali a temperatura costante naturale per l’affinamento. A Francesca, per chiudere, rivolgo la domanda che si è ripetuta ad ogni intervista. Come vi vedete fra dieci anni? “Senza voler essere altezzosi, vogliamo essere ambiziosi ci vediamo in giro per il mondo a rappresentare un brand affermato che farà conoscere il vino che bevono i monferrini. Ci sentiamo un po’ pionieri, conosciamo il mondo, abbiamo la forza per lavorare e la grinta per riuscirci”.

Produzione

Denominazione
Piemonte Chardonnay Doc, Monferrato Rosso Doc, Grignolino del Monferrato casalese Doc, Barbera del Monferrato Doc, Barbera del Monferrato Superiore Docg, Piemonte Albarossa Doc, Monferrato Chiaretto Doc
Bottiglie
90000

Top di gamma

‘Le Cave’ Barbera del Monferrato Docg; ‘1491’ Piemonte Albarossa Doc; ‘Hosteria’ Monferrato Rosso (Blend Pinot Nero e Barbera); ‘San Bastiano’ Grignolino del Monferrato Casalese Doc

Riconoscimenti

Luca Maroni, I Soli di Veronelli Editore, Vinitaly, Gambero Rosso, Argento di Decanter, Merano Wine Festival, Forbes.

Visite e degustazioni solo su prenotazione dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 17; sabato e domenica dalle 10,30 alle 18

 

Superficie aziendale 120 ettari di cui 45 vitati. Vigneti nel comune di Rosignano, cru Uviglie, Mandoletta, Moncucco, Prota.