CINQUE QUINTI – CELLAMONTE

CINQUE QUINTI – CELLAMONTE

Cinque Quinti

Via Dante Barbano 46 - Cella Monte 

Telefono: +39 379 1409381

e.mail: support@cinquequinti.com

Storia

L’evoluzione 4.0 dell’imprenditoria vitivinicola Monferrina e Casalese passa per anche l’affascinante cortile degli Arditi di Cellamonte. La loro è una storia accattivante perché ben ancorata ad una robusta struttura di presupposti. In cinque, tre fratelli, due sorelle, che condividono l’ideale della forza insita nella famiglia unita. Tutti under 40. Tutti con una propria pregressa esperienza scolastica e lavorativa in ambiti diversi. Tutti con la stessa visione: creare valore attraverso la più antica attività economica che l’umanità conosca: l’agricoltura. Loro sono i Cinque Quinti. Nome accattivante con una radice filosofica: “Ogni quinto contribuisce con il proprio sapere e saper fare alla realizzazione dell’insieme”, spiega Francesca Arditi, che ebbe l’idea-scintilla per la genesi del brand. La loro casa è collocata al centro del paese. Immobile carico di storia, con fondazione attorno al 1100 come roccaforte. Perso il ruolo strategico difensivo divenne abitazione e nel 1700 gli avi dei fratelli Arditi la acquistarono per insediarvi la loro cascina. L’architettura dell’immobile oggi affascina e cattura migliaia di visitatori che ogni anno varcano il portone per degustazioni e partecipazione agli eventi sfornati in continuità dall’azienda. La storia moderna dei Cinque Quinti muove le origini una quindicina di anni fa, quando Fabrizio e Michele, meno che ventenni decisero che l’agricoltura sarebbe stata la loro professione. Una passione ereditata da nonno Mario, già robusto possidente di vigne ma che negli anni ’50 del ‘900 smise di vinificare in proprio per dare sostegno alla neonata Cantina Sociale di Rosignano della quale fu tra i fondatori.

Visione

Fabrizio e Michele sono gli esperti di agricoltura ‘sul campo’ perché con il nonno hanno a lungo operato. Mentre gli anni passavano la parte viticola dell’azienda si è ampliata fino ad arrivare agli attuali 50 ettari. Il 2015 fu l’anno della svolta: “e se ricominciassimo a fare vino?”. L’idea mise in moto gli altri fratelli. Mario con studi superiori in agraria e un’esperienza lavorativa nel mondo viticolo australiano comprese la necessità di incrementare l’apporto del suo ‘quinto’ attraverso una laurea in enologia conseguita recentemente a Firenze. Francesca, laurea in Economia con un lavoro a Milano, rientrò per occuparsi dell’accoglienza nel punto vendita e dell’organizzazione degli eventi. Martina, esperta di comunicazione, professionalmente ancora impegnata in una azienda milanese, si fa carico della divulgazione del brand. La commistione tra accoglienza, eventi e produzione vinicola è  fino ad oggi la strategia commerciale dominante per collocare le quasi cinquanta mila bottiglie prodotte. L’evoluzione futura, decisa unitariamente da tutti i Quinti, porterà Mario a sviluppare il mercato italiano e l’export. Ma la forza sta tutta nel territorio, asserisce con determinata convinzione Francesca. “La condizione per creare un successo di visitatori sta nella comunità e nella sua capacità di mantenere vivo un luogo. Commercianti, artigiani, produttori di specialità locali come ad esempio lo è il vino, amministrazioni comunali, hanno un ruolo determinante per il confezionamento del prodotto turistico chiamato territorio. L’obiettivo è creare un insieme di cose da fare perchè le persone restino nel luogo il più possibile. Vince di certo il fare rete, ma anche la convinzione che non vi deve essere competizione tra gli attori, neppure tra le aziende concorrenti per prodotto”. Cellamonte offre il vantaggio competitivo di essere un borgo bellissimo, tra i più belli d’Italia, un aspetto che aiuta tutti ma che va vivacizzato ogni giorno. Il rilancio dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, ad esempio, a pochi passi dal cortile dei Cinque Quinti, che celebra l’arte degli antenati di costruire i famosi infernot, luoghi sotterranei per custodire le bottiglie più pregiate, elemento per cui il Monferrato casalese è divenuto Patrimonio Unesco, è un polo di fortissima attrazione. Quell’embrione gettato da più attori istituzionali nei primissimi anni 2000, nell’epoca in cui Sindaco del paese fu Giuseppe Arditi, padre dei Cinque Quinti, ha camminato sulle gambe e nelle teste degli amministratori per tutti questi anni fino ad arrivare ad essere un’offerta di curiosità fondamentale per tutto il Monferrato. Torniamo però ai nostri protagonisti. Come vedono la loro azienda fra un decennio? “Questo tema è oggetto di discussione quotidiana tra noi – spiega Francesca – la strategia generale è quella di puntare alle cento mila bottiglie ma anche di rimanere li non rincorrendo il gigantismo che snatura. Vogliamo dare più valorizzazione al terroir con i nostri Cru. L’altro sogno è una nuova cantina di produzione basata su una giusta tecnologia”. Un percorso tracciato. Ma con qualche minaccia? “Il cambiamento climatico può essere all’origine delle maggiori criticità, già lo si vede. Il caldo alza le gradazioni alcoliche, nel momento in cui il mercato cercherebbe più leggerezza. Altro aspetto è la burocrazia che soffoca da una parte e influenza i consumi. Le campagne no alcol prima o poi creeranno ricadute”.

Produzione

Denominazione
Grignolino del Monferrato casalese doc (di cui una parte anche nella versione riserva Monferace), Barbera del Monferrato doc, Barbera del Monferrato superiore Docg, Monferrato Bianco Doc, Monferrato Chiaretto Doc, Piemonte Chardonnay Doc, Monferrato Rosso Doc.
Bottiglie
45000

Top di gamma

‘Solista’ Grignolino del Monferrato casalese Doc, ‘Roverò’ Barbera del Monferrato superiore Docg, ‘Austin’ metodo classico a base Pinot nero, ‘Il passo’ passito di Traminer, Grignolino Vigna San Piero

Riconoscimenti

Argento Decanter per Roverò, Bollino rosso Merano Festiival

Degustazioni e visita alle cantine storiche e infernot: dal lunedì alla domenica in orario 11-13; 15/17, ma sempre gradita e consigliata la prenotazione.

Estensione aziendale: circa 100 ettari di cui 47 vitati, situati nei comuni di Cellamonte, San Giorgio, Olivola, Rosignano, Frassinello, Ottiglio. Era geologica: Marne di Cardona