CROVA MASSIMO – SALA MONFERRATO

CROVA MASSIMO – SALA MONFERRATO

Crova Massimo ‘Dal Notu’

Via Olearo 29 - Sala Monferrato 

Telefono: +39 329 4925192 – +39 349 3872704

e.mail: ilnotu@libero.it

Storia

Massimo Crova è l’ultimo esponente di una famiglia che da oltre un secolo vive e fa vivere l’economia del territorio e del proprio paese, Sala Monferrato. La Bottega dei Crova, chiusa nel 2016, è stata per decenni il luogo simbolo, in Monferrato,  di una gastronomia da salvaguardare: pane cotto nel forno a legna, in particolare La Grissia, o Monferrina che dir si voglia e un insaccato molto local, la Muletta stagionata secondo i crismi della tradizione.

Massimo oggi regge il testimone di tanta tradizione; coltiva il sogno di riaprire il forno a legna per riproporre quel pane fragrante che aveva dato notorietà alla mamma Iucci, ma un castello di norme relegherà tutto ciò a rimanere un sogno, pertanto, quasi sicuramente nella vecchia bottega nascerà la sala di degustazione. Il nostro vignaiolo regge una casata del vino fondata nel 1903 dal trisavolo che al battesimo era stato imposto il nome di Francesco, ma tutti lo conoscevano come ‘Notu’. A questo antenato, oggi Massimo ha dedicato uno dei suoi vini e delle sue etichette: 80% Barbera, 20% Aleatico. Come dire, struttura e morbidezza. L’Aleatico è un vitigno di origini greche, quasi sicuramente giunto in Italia dapprima nelle terre dell’estremo sud, ma che nei secoli e millenni ha risalito lo stivale. In Monferrato fino a quaranta o cinquanta anni fa, se ne trovava qualche ceppo tra le vigne di Barbera di quei vigneron ambiziosi che amavano stupire i propri ospiti con vini non comuni, un po’ ruffiani, ma sicuramente testimonianti la capacità di essere bravi in vigna e in cantina.

Questo Notu Crova, nel 1903 era un imprenditore assai intraprendente. Possedeva un bel tiro di cavalli per traportare il vino in botti fino alla città di Milano per conto di terzi, e aveva avviato nel paese di Sala un’Osteria. Inoltre disponeva di vigneti da vino. Questa piccola holding a tempo e debito passò poi in mano al figlio, Anselmo, e da lui al proprio figlio, Lorenzo che trasformò l’Osteria in bottega di alimentari, essendo stato nel frattempo garzone di un macellaio di Ottiglio da cui apprese tutti i segreti della norcineria, ma soprattutto della produzione della Muletta. Questi furono gli anni in cui anche l’attività viticola, che è una costante da quattro generazioni, venne fortemente ampliata.

Visione

Oggi Massimo ha approcciato il proprio lavoro con una nuova filosofia, in cui ha coinvolto anche la moglie Silvia. “Sono arrivato ad avere fino a 15 ettari vitati – spiega – poi mi sono dato una calmata cambiando filosofia e approccio, dopo che mio papà è venuto a mancare; ho ridotto l’azienda arrivando ai 3 ettari attuali”. Prima di tutto si è dato un’impostazione di marketing non comune, tra i clienti nessun ristorante, nessun importatore, ma solo clienti finali. Il canale sono i mercatini che promuovono i prodotti piemontesi. E così ogni fine settimana, carica bottiglie e gazebo alla volta di una città diversa.  “Ormai ho un bel gruppo di clienti, che sono diventati anche amici. Oggi la fidelizzazione non è più quella di un tempo, quando un viticultore aveva pochi clienti che acquistavano di anno in anno la stessa quantità di vino. Però alla gente, soprattutto ai giovani, piace capire, piace entrare in empatia col produttore. Molti di loro si formano con i corsi Onav o Ais per saperne di più. Alla fine la gente cerca la qualità che piace, che è trasmessa dal vignaiolo, con la sua presenza, mettendoci la faccia”. È molto interessante la ricerca del confronto con chi il vino se lo berrà. Taglia fuori tutti i filtri degli intermediari, che in taluni casi possono essere anche fuorvianti, e va diretta sull’opinione del cosiddetto mercato consumer. A proposito di tale concetto cosa ha imparato Massimo? Cosa pensa la gente comune dei vini monferrini? “Iniziamo col dire che la gente non ha le idee molto chiare in geografia. Molti collocano il Monferrato solo nell’Astigiano; non tutti riconoscono la nostra area come terra da vino importante. Sui nostri vini c’è poco da dire: la Barbera va per la maggiore; c’è una grande riscoperta della Freisa, mentre il Grignolino va un po’ spinto. Comunque i nostri vini si vendono bene”. C’è qualcosa che può rompere questo incantesimo? “In vigna le malattie, in cantina la burocrazia. Pensiamo solo al caos che verrà generato dalle etichette con i valori nutrizionali. Credo che per tantissimi la cosa non desterà alcun interesse; ma per altri metterà in testa una gran confusione”.

Produzione

Denominazione
Grignolino del Monferrato casalese doc, Piemonte Albarossa Doc, Monferrato Freisa Doc, Monferrato Nebbiolo Doc, Monferrato Rosso Doc, Barbera del Monferrato Doc.
Bottiglie
16000

Top di gamma

Barbera del Monferrato Doc ‘Luis’; Piemonte Albarossa Doc ‘Sissa’; Monferrato Rosso Doc ‘Notu’; Passito di Barbera ‘La Coccinella’.

Riconoscimenti

Oscar Torchio d’Oro 2022 Freisa ‘Betta’.

Degustazioni e vendita solo se concordate e anticipate da telefonata.

Estensione aziendale: 3 ettari vitati, collocati interamente nel territorio comunale di Ozzano. Era geologica: Marne di Sant’Agata.