LA VIGNAZZA – ALFIANO NATTA

LA VIGNAZZA – ALFIANO NATTA

La Vignazza Di Cosseta Arturo

Strada Gerbidi 4 - Alfiano Natta 

Telefono: +39 334 7538648

e.mail: info@lavignazza.com

Storia

L’azienda dei Cosseta, che si chiama La Vignazza, è posizionata su una cresta dalla quale si apre il panorama ampio sulle colline del nord astigiano, lasciandosi alle spalle quelle più aspre della Valcerrina. Una settantina d’anni di storia, quattro generazioni, che in comune hanno il legame culturale e passionale per il lavoro della terra. L’ultima generazione ha poco più di vent’anni, Giulia e Gabriele, ma già con una grinta in corpo e idee talmente chiare da far supporre che questa sia un’azienda da tenere d’occhio perché potenzialmente potrebbe iniziare a far parlare di sé ad alti livelli tra non molto. L’avvio negli anni ’50, ma la svolta vitivinicola avvenne attorno al 2000 ad opera di Arturo Cosseta e della moglie Patrizia, svolta che consisteva nella scelta di concentrarsi solo sulla produzione e la vendita del vino. Un quarto di secolo trascorso a raggranellare clientela, principalmente privata, senza disdegnare una discreta presenza nella ristorazione, e con smercio prevalentemente sul mercato domestico. Dalle mille bottiglie iniziali alle oltre cinquanta mila di oggi (oltre una buona vendita di sfuso) il passo è stato importante, dal punto di vista numerico, per misurare la crescita, ma importante anche perché ha preparato il terreno per l’ingresso in azienda dei figli di Arturo e Patrizia, Giulia, venticinquenne con laurea in economia e Gabriele, 23 anni e già fortemente calato nelle responsabilità di vigna.

Visione

“Per mio fratello – svela Giulia – non c’è mai stato neppure un minimo dubbio, fin da bambino, che potesse svolgere una professione diversa da quella agricola. Per me è stato diverso, pensavo di intraprendere un’altra strada. Ma dopo la laurea mi sono fatta catturare dall’ambiente del vino che è estremamente interessante ed offre ottime prospettive di sviluppo. E poi è professionalmente divertente, noi ci annoia mai, ogni anno è diverso dai precedenti, per quanto cambiano le condizioni ambientali”. Giulia è carica di energia positiva e la trasmette trascinando l’interlocutore nel suo mondo, fatto di entusiasmo e di visione ottimistica per il futuro. “Il nostro Monferrato ha una crescita esponenziale in quanto attrattività per nuovi clienti e visitatori. Abbiamo testimonianze continue riguardo al valore dei nostri prodotti. Le aziende del Monferrato stanno lavorando bene”. Si può fare ancora di più e meglio? “In generale è sempre così, nel particolare non è come dirlo, però dobbiamo prima di tutto costruire un rapporto di fiducia con i clienti. Bisogna farli entrare in cantina, fargli vivere le nostre famiglie, le nostre passioni, e fargli provare esperienze nuove”. Prima che un prodotto dobbiamo vendere esperienze? “In pratica si”. La Vignazza è un’azienda con una carta dei vini già molto ampia, con una decina di etichette a Doc e Docg, e un paio di coppie tra bianchi e rossi che escono come vini da tavola nelle versioni ferme e petillant. Dominanti, sono i classici territoriali, Barbera e Grignolino, ma i vezzi oltre confine non mancano, Nebbiolo, Arneis, Dolcetto, fino all’internazionale Sirah. Del resto con ben oltre 20 ettari di vigne, la cantina non è certo scarsa di uve. La chiacchierata con Giulia continua scandagliando il futuro che verrà. Dal Nutriscore al cambiamento climatico, qual è la minaccia più temibile? “La burocrazia è pesante ma si gestisce, il cambiamento climatico invece ci pone davanti ad eventi estremi contro i quali non abbiamo armi”. Dal mercato, invece? Si dice che i consumi diminuiranno ancora e che i giovani amano orientarsi su bevande alternative. “Sono reduce da un evento dell’organizzazione ‘Sbarbatelle’ che raccoglie giovani produttrici di vino, e l’esperienza vissuta mi da un quadro diverso. Ho incontrato tantissimi giovani e tutti molto interessati. È chiaro che i mercati e le tendenze sono molto più dinamiche, dobbiamo essere bravi ad intercettarle e cavalcarle. Per il futuro forse non basta più fare solo un vino buono, bisognerà caricarlo di una corretta creatività per portarlo nel bicchiere di chi ha voglia di apprezzarlo”. Niente male come spunto su cui iniziare a riflettere.

Produzione

Denominazione
Barbera d’Asti Superiore Docg, Monferrato Nebbiolo Doc, Piemonte Sirah doc, Monferrato Bianco Doc (100% Arneis), Barbera d’Asti Docg, Grignolino del Monferrato casalese Doc, Monferrato Dolcetto Doc, Piemonte Bonarda Doc. A questi si sommano due vini da tavola bianchi e due rossi nella versione ferma e frizzante.
Bottiglie
50000

Top di gamma

Barbera d’Asti Superiore Docg ‘Smurfiusa’; Monferrato Nebbiolo Doc ‘Il Nobile’

Riconoscimenti

Torchio d’Oro; 3 Cavatappi Decando su Barbera, 2 cavatappi su Nebbiolo

Visite e degustazioni: esclusivamente previa prenotazione.

Estensione Aziendale: circa 22 ettari vitati, prevalentemente nel comune di Alfiano e in piccola parte in quello di Moncalvo.