MERLONERO – CAMINO MONFERRATO

MERLONERO – CAMINO MONFERRATO

Cantine Merlonero

Via Roma 23, Camino 

Telefono: +39 335 5802713

e.mail: info@merlonero.it

Storia

Girovagando per il Monferrato casalese del vino, torniamo ai piedi del Castello di Camino per visitare questa azienda agricola carica di storia ma di recente rivitalizzazione. Siamo nell’antica cascina che fu proprietà agricola del Castello in epoca dei Marchesi Scarampi, passata poi nelle mani del loro fattore, e dal 2017 rilanciata da Luciano Paiola, imprenditore e manager torinese, con il brand Cantine Merlonero. Come già accennato il neo vigneron monferrino ha un solidissimo passato professionale nel mondo industriale della meccanizzazione agricola, e qui troviamo la liaison con il nuovo mestiere di imprenditore agricolo “ho conosciuto profondamente l’agricoltura e la viticoltura guardandola dal punto di vista della meccanizzazione e non della produzione, il desiderio di passare dall’altra parte del tavolo è stato un sogno maturato pian piano, da ignaro poeta stanco di vivere tra aerei e alberghi in viaggio nel mondo”. Per un trentennio ha lavorato nel mondo Fiat CNH, vivendo in quattro continenti e studiando a fondo le più svariate culture per poterle conquistare professionalmente. Dopo è diventato imprenditore del settore, con aziende in Italia ed in Danimarca. Ma prima di fare il salto in agricoltura applicata si è occupato anche di vendemmiatrici, e da qui, osservando, curiosando, apprendendo, “perché per migliorare la macchina occorre capire il lavoro, e nell’azienda del cliente il primo approccio è con l’enologo, motivo per cui ne ho conosciuti tanti molti dei quali realmente importanti”  ha preso ispirazione per la nuova avventura. Merlonero ha preso vita nel 2017 “Era un’azienda cerealicola, con un paio di ettari di vigna da ripiantare, ed in effetti ho ripiantato quelli e piantato di nuovi, seguendo le conoscenze raccolte negli anni in cui ho coltivato una forte passione per il vino.

Visione

L’azienda conta  oggi un’estensione di quarantacinque ettari di cui sei destinati a vigneto e altri sei a noccioleti bio di cui va orgoglioso poiché l’impostazione di Luciano Paiola e della moglie è di prestare molta attenzione all’ambiente. A tal proposito “Abbiamo ricreato un bosco di circa un ettaro per dare riparo e habitat alle razze locali di uccelli a minaccia di estinzione a causa dei corvidi che distruggono le nidiate. È un luogo di reale biodiversità. Così come siamo biologici nei noccioleti per una reale posizione etica”. Al grande tavolo nell’elegante sala degustazione chiacchieriamo di vigna e di pratiche agronomiche “ai primi di agosto diradiamo circa il 30% del raccolto per avere maggiore qualità. Questa nuova avventura non mi rende ancora contento dal punto di vista economico, mentre sul piano dei risultati di prodotto sono estremamente soddisfatto. Il gradimento che raccolgo nelle degustazioni e al momento della vendita è impagabile”. Dalla cantina appena ristrutturata, escono circa sette mila bottiglie e Luciano Paiola non intende al momento andare oltre; “Mi sto rendendo conto che il lavoro più difficile è la commercializzazione, che assorbe totalmente la mie energie, fare bottiglie non è semplice ma venderle è complicatissimo”. Quindi diventa ovvio un ragionamento su un mercato, al momento, apparentemente abbastanza fermo (ma, va detto, che in generale l’economia non sta volando. N.d.a). “I giovani, che rappresentano un’importante fetta di mercato, sono attratti dai super alcolici, oppure da bevande con zero alcol. Il vino sarebbe un buon compromesso tra uno e l’altro. Ma serve un prodotto con gradazione non elevata. Leggermente frizzante, con profumi evidenti. Vini su cui non bisogna riflettere mentre si bevono. Il successo dei rosati ne è testimonianza. Al contrario i rossi importanti, appaganti, ma richiedono un gusto sviluppato per apprezzarli”. La bottiglia di maggior successo commerciale del Merlonero è ‘Gioia’ un rosato a base grignolino; ma va segnalato in metodo classico, sempre a base Grignolino, che sta per uscire dopo un affinamento di sette anni, ‘Aura’.  Si punta anche molto su un Monferrato Nebbiolo ‘Autunno’ e su una Barbera del Monferrato Superiore ‘Bosco d’Inverno’. Secondo la visione di Luciano Paiola il futuro riserva due sfide. “La prima è in vigna, per gestire i profumi contenendo le gradazioni, la seconda è sul mercato per non inseguire i prezzi. Non vedo un problema di sovraproduzione se si è seri, se si porta la gente in vigna e si fa capire cosa c’è in un bicchiere, se si hanno prezzi in fascia da media a medio alta, se non si deludono le persone. Non dobbiamo farci intimidire dai vini del sud del Mondo, che sono buoni ma sono altre cose”. Ultima e fatidica domanda: come vede la sua azienda tra dieci anni? “Con una produzione di poco superiore a quella di oggi, con prodotti di qualità e con una clientela che apprezza uno stile”.

Produzione

Denominazione
Barbera del Monferrato Doc, Barbera del Monferrato Docg superiore, Grignolino del Monferrato casalese Doc, Monferrato Nebbiolo doc, Monferrato Bianco doc (a base Viognier), Monferrato Bianco Doc a base Baratuciat, Brut Metodo Classico, Piemonte Rosato Doc
Bottiglie
7000

Top di gamma

‘Aura’ Metodo Classico a base Grignolino; ‘Autunno’ Monferrato Nebbiolo Doc, ‘Bosco d’Inverno’ Barbera del Monferrato superiore Docg, ‘Gioia’ Piemonte Rosato

Superficie azienale: 45 ettari di cui 6 a vigneto e 6 a noccioleto

Modalità di visita e degustazione: sabato e domenica su prenotazione.

Riconoscimenti ottenuti: premio Hokkaido 2022; premio Palm Spring 2021.