ROVETO – ROSIGNANO MONFERRRATO

ROVETO – ROSIGNANO MONFERRRATO

Roberto Caprioglio Azienda Roveto

Cascina Roveto 23, Frazione Colma - Rosignano 

Telefono: +39 347 9091324

e.mail: robertocaprioglio@libero.it

Storia

A due passi da quella che fu residenza e studio del pittore Divisionista Angelo Morbelli, c’è la bella azienda agricola Roveto solidamente condotta dalla famiglia Caprioglio. Siamo, ad oggi, a quattro generazioni certe; a partire dal 1898, quando Remigio Caprioglio si insediò qui dopo vicende ereditarie con i fratelli. Anni dopo prese poi il testimone il figlio Luigi, e a seguire Roberto, attuale guida della cascina, per concludere con suo figlio, Simone, che ha già deciso di continuare la tradizione di famiglia, dopo aver conseguito specializzazione all’Istituto Alberghiero. Non si può nascondere di quanto i Caprioglio sentano l’attrazione delle radici e l’attaccamento alla propria terra ed al lavoro contadino, visto che anche Roberto, dopo un diploma di Perito Meccanico scelse di prendere in mano l’azienda paterna. Era il 1994, e da allora la tenuta si è notevolmente ampliata, dalla quindicina di ettari di allora ai settanta attuali, dai cinque di vigneto di allora ai tredici di adesso. Un lavoro meticoloso mettendo assieme particelle su particelle sino ad arrivare ad una dimensione che consente di guardare con serenità e prospettiva al futuro. Siamo in quello spicchio di Monferrato dove le cave da pietra da cantone hanno resistito sino agli anni’50 del ‘900, quindi la bella casa colonica non può che mostrarsi in tutto il suo splendore architettonico dei ‘cantoni’  a vista.

Visione

Le bottiglie prodotte non sono tantissime (medo di diecimila) ma tutte vendute in azienda con il passa parola e degustazioni molto familiari nella saletta che ospita fino a una quindicina di persone. Sette vini, espressione della tradizione locale, con un ottavo, una Barbera del Monferrato Docg in arrivo a fine 2024. È Simone il portatore di innovazione, nei suoi desideri l’introduzione dell’uso del legno per avviare una via di vini più strutturati ed importanti. “Non stiamo vivendo una grande fase storica dal punto di vista della vendita – commenta Roberto Caprioglio – è vero che nel tempo abbiamo visto alti e bassi, ma da qualche mese l’andazzo mi pare leggermente peggio del solito. Ne usciremo, come sempre”. Roberto in cantina si sente tradizionalista, prediligendo vini più freschi non si è mai fatto trainare dalle tendenze dei vini muscolosi. “Non ho mai fatto tentativi, ad esempio, sulla barrique, seguendo quanto la mia clientela amava bere. Ma personalmente preferisco il piacere della bevuta lunga rispetto all’impatto fantastico di robustezza e struttura che però mi fanno fermare al primo bicchiere”. Riflettendoci non è un’idea balzana. La crescita dei vini cosiddetti importanti è coincisa con il calo dei consumi in litri. Forse qualcosa non ha funzionato? Parliamo di Grignolino “La mia clientela lo predilige giovane, ma il problema di questo vino è che nonostante tutti gli sforzi fatti è ancora poco conosciuto. Mi arrivano ancora persone in degustazione provenienti da aree non lontane, che non lo conoscono”. Dopo trent’anni da capo dell’azienda oltre un’altra ventina da coadiuvante della famiglia, chiedo cosa ha insegnato tutto questo tempo. “Che il vino va curato con attenzione come la donna che si ama. Il vino richiede cura e pulizia. Questo è il primissimo dettame che ho imparato dai miei antenati e che ho constatato direttamente. Il secondo è che il vino deve essere il più naturale e tradizionale possibile”. Quali sono i timori di Roberto Caprioglio per il futuro? “Il cambiamento climatico sembra essere la minaccia più incombente. Non credo però che i nostri vigneti spariranno come qualcuno ogni tanto paventa. È chiaro che i posti più soleggiati, con poca terra fertile sul tufo che un tempo erano un vanto ora soffriranno di più. Il clima sembra cambiare, ma mi rincuora ancora ascoltare gli anziani dire che queste cose sono sempre accadute. Viviamo con fiducia e vedremo cosa accadrà”. Come sarà la sua azienda fra dieci anni? “Vedo mio figlio ben avviato, aver fatto già cose nuove. Sono consapevole che non sarà facile, ma accadrà”.

Produzione

Denominazione
Barbera del Monferrato Doc (in arrivo il Superiore Docg), Grignolino del Monferrato casalese Doc, Monferrato Freisa, Piemonte Cortese Doc, Piemonte Chardonnay Doc, Piemonte Bonarda Doc; vino rosato blend di Barbera, Freisa e Sirah
Bottiglie
7000

Riconoscimenti

Torchio D’Oro, Marengo Doc

Visite e degustazioni: esclusivamente con prenotazione.

Dimensione aziendale: 70 ettari totali di cui 13 a vigneto, collocati nei comuni di Rosignano e Casale Monferrato.