SULIN – GRAZZANO BADOGLIO

SULIN – GRAZZANO BADOGLIO

Sulin

Viale Pinin Farina 14 - Grazzano Badoglio 

Telefono: +39 351 8376923

e.mail: info@sulin.it

Storia

L’azienda Sulin, il cui nome si rifà alla consuetudine dialettale con cui vengono indicati i terreni più vocati per la viticoltura, è situata a Grazzano Badoglio, laddove le provincie di Asti e Alessandria si toccano con uno zizzagare curioso di confini amministrativi, che, per fortuna, il vino non conosce. Qui c’è una storia di impresa, intesa in chiave moderna, lunga più di mezzo secolo e una storia di vino avviata nei primi del ‘900 con Vittorio Fracchia contadino viticoltore, e continuata dal figlio Provino, intraprendente al punto da avviare una commerciale; sviluppata poi dal figlio Adriano. La ‘Vini Fracchia’ arriva all’apice negli anni ’70 con la commercializzazione di circa due milioni di bottiglie. Nel cuore di Adriano c’è però la viticoltura, la nobile arte di produrre uva e vinificarla in proprio. L’azienda agricola vede la luce a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90, e, acquisto dopo acquisto, impianto dopo impianto, la superfice di proprietà arriva agli attuali venti ettari dislocati tra Ottiglio e Grazzano. Agli inizi del nuovo millennio, azienda commerciale e azienda agricola viaggiano ancora parallelamente per un decennio, finché la commerciale è definitivamente chiusa.

Visione

Oggi in azienda sono arrivati già i discendenti della quinta generazione, ma saldamente al timone c’è ancora la quarta, ossia i figli di Adriano, Mauro e Fabio ad occuparsi di gestione, vigne e cantina, e al loro fianco i rispettivi discendenti, Vittorio, una laurea in borsa e finanza ed un passato da bancario, e Rebecca già insegnante, ma accomunati dalla scelta del cuore di portare avanti l’azienda di famiglia occupandosi di commerciale e marketing. Sulin è un’azienda che produce oggi circa duecento mila bottiglie di cui il settanta per cento venduto fuori dai confini nazionali. Palesemente la vocazione all’export beneficia della lunga esperienza commerciale dell’andare in avanscoperta su nuovi mercati per conquistarli e consolidarvisi. È stato Mauro il pioniere della conquista, quando negli anni ’90 ha iniziato a conquistare i palati statunitensi con un vino da dessert, la Malvasia di Casorzo. “Tuttora – asserisce il giovane Vittorio, figlio di Mauro – gli Usa sono ancora il nostro primo mercato”. Abbinato a questo successo commerciale va raccontata una curiosità. Adriano Fracchia, è stato un grande appassionato di giochi sferistici, nonché compianto storico Presidente della squadra di Grazzano che vanta tantissimi trofei nelle competizioni di tamburello a muro. Passione, peraltro trasmessa a figli e nipoti, tutti eccellenti praticanti della disciplina. Ad esprimere questa passione viscerale di Adriano anche la scelta di mettere in etichetta proprio i giochi sferistici con appellativo dialettale: brasal, tambass, balon, voulet. Quest’ultimo è il nome in etichetta della Malvasia. Negli Usa questo appellativo è diventato più famoso del vitigno, così che la Malvasia negli States è identificata come Voulet. Vittorio Fracchia rimarca la forza della territorialità. “Gli importatori cercano costantemente novità per ingolosire i loro mercati, ecco perchè Grignolino, Baratuciat e Slarina in questo momento sono una chiave di successo. Il Grignolino proprio una novità non lo è più, però i consumatori lo chiedono e gli operatori sono obbligati ad averlo in carta. La Barbera invece è una certezza, da Tokio all’Alabama, dove abbiamo acquisito l’ultimo importatore in ordine di tempo”. È vero, Vittorio, che il mondo del vino è in sofferenza per una crisi di consumi? “È vero che il mercato del vino sta cambiando ed è cambiato dal Covid in poi in maniera radicale. Calano i litri ma il valore non cala. Ciò significa che è sempre meno alimento e sempre più bene di lusso. Quindi il mondo del vino, intendo dalla produzione alla distribuzione, deve cambiare. Oltre coltivare la vigna il produttore deve diventare imprenditore a trecentosessanta gradi. Deve avere una strategia di comunicazione per crearsi un’immagine. Deve caricare la bottiglia con un valore esperienziale che si accompagna al consumo del vino”. Facciamo un esempio? “Il Baratuciat, un vitigno scomparso, poi riscoperto, con una storia affascinante. Prima di assaggiare il vino hai già creato un’attesa, una voglia, che apre tante porte”. Ecco che ritorna la territorialità, ma mica si presenta un’occasione Baratuciat ogni cinque anni. “E’ vero; ma abbiamo una storia da far valere. Sotto i nostri occhi abbiamo la ricerca delle vecchie annate. Le nostre verticali di Ornella (Barbera del Monferrato Docg) hanno enorme successo perché rappresentano il binomio nicchia e storicità dell’azienda. Fattori da far valere”. Quindi? Il futuro come lo vedete? “In crescita, premesso che si sappia fare tutto questo, ossia che si sappia competere sul mercato con le leve giuste”.

 

Produzione

Denominazione
Barbera del Monferrato Doc; Barbera del Monferrato Docg Superiore; Grignolino del Monferrato Casalese Doc; Piemonte Chardonnay Doc; Monferrato Rosso Doc (Slarina); Monferrato Bianco Doc (Baratuciat); Malvasia di Casorzo Doc; Spumante Brut.
Bottiglie
200000

Top di gamma

Barbera del Monferrato Docg Superiore ‘Ornella’; Grignolino del Monferrato Casalese Doc Monferace ‘Brasal’; Monferrato Rosso Doc (Slarina) ‘Tambass’; Monferrato Bianco Doc (Baratuciat) ‘Balon’.

Riconoscimenti

3 Bicchieri Gambero Rosso per Grignolino del Monferrato Casalese Doc

Visite e degustazioni sono con prenotazione obbligatoria

Superficie aziendale circa 20 ettari vitati.