VALPANE – OZZANO MONFERRATO

VALPANE – OZZANO MONFERRATO

Arditi Pietro Cantine Valpane

Cascine Valpane 10/1 - Ozzano Monferrato 

Telefono: +39 335 5478607

e.mail: info@cantinevalpane.com

Storia

Pietro Arditi è un vignaiolo dai modi cortesi e signorili. La visita alla sua azienda è una narrazione appassionata, scandita da un ritmo lento che ne  fa assaporare la storia centenaria. Con un gioco di parole: un’accoglienza accogliente. In realtà, come per tutti i vignaioli le sue giornate sono frenetiche, tra lavori in vigna, in cantina – curati entrambi in prima persona – burocrazia – sempre pesantissima – e la gestione commerciale delle 60 mila bottiglie vendute ogni anno (Italia, Europa, Stati Uniti, Cina e Giappone i suoi mercati di sbocco).

E dire che la sua strada doveva essere tutt’altra, con un percorso universitario compiuto alla facoltà di veterinaria. Terminati gli studi, la Valpane lo ha però catturato e fatto svoltare. Il fascino e la storia di questa cascina a corte chiusa, architettura rarissima sulle colline monferrine, con il grande cortile centrale delimitato sui quattro lati dai fabbricati. Acquistata da suo nonno Pietro Giuseppe Arditi con la sua famiglia, contadini di Cellamonte a fine ‘800, ma che nel 1902 ne entrò in pieno e solitario possesso. La curiosità è data dal fatto che già nel 1898 la Valpane vinceva premi enologici a Digione e a Bordeaux e che fino alle leggi autarchiche del ventennio esportava in Svizzera. Tutto merito della vocazione di questi terreni –24 ettari totali di cui 11 vitati, tutti nel comune di Ozzano – composti da marne calcaree e marne di Sant’Agata Fossili,  per la produzione enologica.

Visione

Al Pietro Arditi di oggi la Valpane è arrivata con uno di quei percorsi identitari delle storie famigliari, non dai genitori che erano medico ed insegnante a Torino, bensì dalla zia Lidia che l’ha traghettata da un Pietro all’altro, e alla quale oggi è dedicato una Barbera del Monferrato superiore Docg: Perlydia. Scatta naturale la domanda: ma perché vignaiolo e non veterinario? “Perché secondo me questo è un posto speciale. Ai bambini che vengono in visita con i loro genitori, per gioco ho iniziato a raccontare loro del fantasma della cantina. Ma sono arrivato al punto di crederci un po’ (ride mentre lo dice). Passò a degustare una esperta di radio estesia che disse di sentire in cantina la presenza di una fortissima energia. Quando mi dicono che il mio vino è buono, io rispondo che il merito non è mio, ma del fantasma. Del resto io non faccio nulla per farlo diventare buono. Se non dargli il tempo per esserlo”. Sulle spalle di Pietro, con la vendemmia 2024, se ne conteranno 32 in veste di vignaiolo. Cosa ti hanno insegnato? “Che non ce n’è una uguale all’altra, e che per fare bene occorre affinare molta sensibilità, bisogna osservare e cogliere le mutazioni, ed avere un grande rispetto nei confronti della biodiversità del terreno, verso le piante, verso gli animali e il loro habitat. Tutti questi aspetti fanno un territorio. Tutti questi aspetti fanno del mio lavoro un lavoro tutt’altro che noioso”. Quindi confermi che il vino si fa in campagna, non in cantina? “Assolutamente si. Io ho un enologo toscano. Ci vediamo poco. Ci confrontiamo, ma poi faccio molto di testa mia. Mi piace l’autonomia non la sudditanza. Mi piace dare la mia personalità ai miei vini. Con orgoglio posso dire di non aver mai cercato di fare vini alla moda, ma di fare vini che prima di tutto devono piacere a me. Il primo consumatore del mio vino sono io”. Ma il riconoscimento dalle guide specializzate è importante! “Forse si, ma non mi appaga, ed ho pure smesso di inviare i campioni alle degustazioni. Ciò che mi appaga è il giudizio del consumatore. Nulla di più gratificante di quando ricevetti dagli Stati Uniti una mail che a proposito del mio RossoPietro recitava: grazie di aver condiviso con il mondo questa bontà”. Cosa ti preoccupa del futuro? “Il cambiamento climatico prima di tutto, che in tre anni sta modificando ciò che sembrava essere eterno. E poi la burocrazia, che per un’azienda piccola come la mia è devastante”.

Produzione

Denominazione
Barbera Del Monferrato Doc, Barbera Del Monferrato Superiore Docg, Barbera Del Monferrato Superiore Docg (Blend Barbera E Freisa), Grignolino Del Monferrato Casalese Doc, Inverso Monferrato Freisa Doc
Bottiglie
60000

Top di gamma

Barbera Del Monferrato Doc ‘Rossopietro’, Barbera Del Monferrato Superiore Docg ‘Perlydia’, Grignolino Del Monferrato Casalese Doc ‘Euli’

Visite della cantina e degustazioni solo su prenotazione obbligatoria. Orari entro i quali organizzare le visite: tutti i giorni dalle 9 alle 12, dalle 14 alle 17.