Costituito nel 2016, il Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese ha ottenuto il suo riconoscimento ministeriale nel 2018, iniziando ad operare per la tutela, promozione e valorizzazione in erga omnes delle denominazioni: Grignolino del Monferrato Casalese doc nelle versioni tradizionale, Riserva e Spumante di Qualità Rosé Metodo Classico; Barbera del Monferrato Superiore docg,
Rubino di Cantavenna doc nelle versioni tradizionale, Riserva e Superiore; Gabiano doc nelle versioni tradizionale e Riserva.
Attualmente i soci sono una novantina, di cui tre cantine sociali. Tra i progetti di maggior rilievo, nel 2022 è stata realizzata la mappa “Zone e i Vigneti del Monferrato casalese” per I Cru di Enogea di Alessandro Masnaghetti Editore, comprensiva di un compendio geologico a cura del sedimentologo e geologo Alfredo Frixa. Primo esempio realizzato a livello nazionale, è seguita la Caratterizzazione Geologica dei vigneti del Monferrato casalese a cura di Alfredo Frixa, corredata da maxi pannelli posti nei vigneti e nelle cantine delle singole aziende socie del Consorzio.
Anteprima Grignolino&Co
Il main event del Consorzio è “Anteprima Grignolino&Co.”, annualmente rinnovato nel mese di maggio al Castello di Casale Monferrato. Tra le attività offerte ai soci figurano: azioni promozionali estere e in Italia; collaborazioni con AIS delegazione di Casale Monferrato e Piemonte; adesione all’evento AIS “Grignolino: il Nobile Ribelle”, alla Fiera Nazionale del Tartufo di Murisengo (dal 2025 Internazionale), a Golosaria nel Monferrato, a Jazz Re:Found, al Salone del Vino, alla Festa del Vino e a RossoBarbera; Tour nelle Regioni d’Italia con AIS; ideatore dell’evento Evo-Wine Day; incoming; formazione; eventi benefici; analisi di laboratorio sui vini di cui alle annuali vendemmi di Grignolino, finalizzate alla costruzione di una banca dati dedicata, a cura dell’enologo Mario Ronco; istituzione Borsa di Studio alla memoria del vigneron Domenico Ravizza per studenti ad indirizzo Viticoltura ed Enologia dell’Itas Vincenzo Luparia di San Martino di Rosignano.
Il consiglio di amministrazione
E’ stato primo presidente del Consorzio Domenico Ravizza dell’Azienda Agricola Vicara (per due mandati consecutivi). A seguire, il testimone è passato a Luigi Ronchetti dell’Azienda Agricola Cascina Allegra e, attualmente, è presidente Claudio Coppo della Cantina Cooperativa di San Giorgio. Il Consiglio di Amministrazione è composto da: Claudio Coppo (presidente), Ermanno Accornero – Accornero Viticoltori dal 1897 (Vice Presidente), Savino Tondo – Liedholm (secondo Vice Presidente), Mirko Carzino – Cantina Colli di Crea, Beatrice Gaudio – Gaudio Vini, Francesca Bonzano – Cantine Castello d’Uviglie, Fabio Savaresi – San Sebastiano Dealessi, Giacomo Cattaneo Adorno – Marchesi Cattaneo Adorno Castello di Gabiano e Costantina Sbarato – Sbarato. L’Ufficio Amministrativo, la Segreteria e l’Ufficio Stampa sono in capo a Chiara Cane, mentre è Sindaco Unico e Revisore dei Conti Carla Rondano.
La sede del Consorzio
La sede del Consorzio è presso Palazzo San Giorgio a Casale Monferrato in via Mameli al civico 10, mentre la sede di rappresentanza e uffici è situata al piano terra del Castello del Monferrato.
www.vinimonferratocasalese.it – info@vinimonferratocasalese.it – 388 9030284- 340 9443635
Grignolino del Monferrato Casalese doc
Vino rosso che ha ottenuto la Doc con DPR del 26 giugno del 1974. L’areale di produzione è circoscritto a 33 territorialità municipali quali sono: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Camagna Monferrato, Casale Monferrato, Camino, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Conzano, Frassinello Monferrato, Gabiano, Lu e Cuccaro Monferrato, Mombello Monferrato, Moncestino, Murisengo, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Treville, Villadeati, Villamiroglio e Vignale Monferrato.
La base ampelografica è: Grignolino minimo 95%, Freisa e Barbera da soli o congiuntamente massimo 5%. Le tipologie sono: tradizionale, Riserva e Spumante di Qualità Rosè Metodo Classico. La resa uva/ettaro è attestata all’80%. Immissione al consumo: per il Riserva: 30 mesi, di cui almeno 18 mesi in contenitori di legno, a decorrere al 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve; per lo Spumante di Qualità: 30 mesi di cui almeno 18 mesi in contenitori di legno, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
Questi i caratteri organolettici: colore, rosso rubino più o meno intenso con note speziate per la Riserva; sapore, asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con caratteristico retrogusto; per lo Spumante di Qualità: colore, rosso rubino più o meno intenso, con tendenza all’aranciato; sapore, asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con caratteristico retrogusto.
Barbera del Monferrato Superiore docg
Vino rosso che ha ottenuto la Doc con DPR del 09 gennaio 1970. La zona di produzione è estesa a; 47 municipalità dell’Alto Monferrato alessandrino, 50 municipalità nel Basso Monferrato alessandrino e 113 dell’astigiano. La base ampelografica è: Barbera: minimo 85%, Freisa, Grignolino e Dolcetto da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 15%. La resa uva/ettaro è attestata all’90%, ridotta all’80% per la menzione Vigna, con ulteriori riduzioni per vigneti inferiori ai 7 anni. Immissione al consumo: dopo minimo 14 mesi, di cui minimo 6 mesi in botti di Rovere, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve.
Questi i caratteri organolettici: colore, rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; sapore, asciutto, di corpo, armonico, gradevole e pieno.
La zona di produzione
La zona di produzione del vino “Barbera del Monferrato Superiore” comprende i territori dei seguenti Comuni della Provincia di Alessandria: a) Alto Monferrato: Acqui, Alice Bel Colle, Belforte, Bergamasco, Borgoratto Alessandrino, Bistagno, Carpeneto, Capriata d’Orba, Cartosio, Carentino, Cassine, Cassinelle, Castelletto d’Erro, Castelletto d’Orba, Castelnuovo Bormida, Cavatore, Cremolino, Denice, Frascaro, Gamalero, S. Rocco di Gamalero, Grognardo, Lerma, Melazzo, Merana, Malvicino, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Morbello, Morsasco, Montechiaro d’Acqui, Orsara Bormida, Ovada, Pareto, Ponti, Ponzone, Prasco, Predosa, Ricaldone, Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, Sezzadio, Silvano d’Orba, Spigno Monferrato, Strevi, Tagliolo, Terzo, Trisobbio, Visone; b) Basso Monferrato: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Bassignana, Camagna, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Castelletto Monferrato, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Cuccaro, Fubine, Frassinello Monferrato, Gabiano, Lu Monferrato, Masio, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncestino, Montecastello, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio Monferrato, Ozzano, Pomaro Monferrato, Pecetto di Valenza, Pietra Marazzi, Pontestura, Ponzano Monferrato, Quargnento, Rosignano Monferrato, Rivarone, Sala, San Salvatore Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Treville, Valenza, Vignale, Villadeati, Villamiroglio. Nei comuni di Coniolo, di Casale Monferrato e di Occimiano e Mirabello la zona di produzione è limitata ai 2 territori collinari posti sulla destra del fiume Po e che sono delimitati dalla strada di circonvallazione di Casale uscente dal ponte sul Po in direzione di Alessandria, costeggiante il colle di S. Anna, attraversante il rione Valentino e la frazione di S. Germano. A sud di Casale il confine della zona di produzione coincide con la stessa strada nazionale che delimita anche il territorio collinare del Comune di Occimiano Monferrato, sito alla destra in direzione di Alessandria, fino al confine amministrativo del comune di Mirabello Monferrato.
Per la Provincia di Asti: Agliano Terme, Albugnano, Antignano, Aramengo, Asti, Azzano d’Asti, Baldichieri, Belveglio, Berzano San Pietro, Bruno, Bubbio, Buttigliera d’Asti, Calamandrana, Calliano, Calosso, Camerano Casasco, Canelli, Cantarana, Capriglio, Casorzo, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castagnole Monferrato, Castel Boglione, Castell’Alfero, Castellero, Castelletto Molina, Castello d’Annone, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo Don Bosco, Castel Rocchero, Celle Enomondo, Cerreto d’Asti, Cerro Tanaro, Cessole, Chiusano d’Asti, Cinaglio, Cisterna d’Asti, Coazzolo, Cocconato, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Cortiglione, Cossombrato, Costigliole d’Asti, Cunico, Dusino San Michele, Ferrere, Fontanile, Frinco, Grana, Grazzano
Badoglio, Incisa Scapaccino, Isola d’Asti, Loazzolo, Maranzana, Maretto, Moasca, Mombaldone, Mombaruzzo, Mombercelli, Monale, Monastero Bormida, Moncalvo, Moncucco Torinese, Mongardino, Montabone, Montafia, Montaldo Scarampi, Montechiaro d’Asti, Montegrosso d’Asti, Montemagno, Montiglio Monferrato, Moransengo, Nizza Monferrato, Olmo Gentile, Passerano Marmorito, Penango, Piea, Pino d’Asti, Piovà Massaia, Portacomaro, Quaranti, Refrancore, Revigliasco d’Asti, Roatto, Robella, Rocca d’Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Damiano d’Asti, San Giorgio Scarampi, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto, San Paolo Solbrito, Scurzolengo, Serole Sessame, Settime, Soglio, Tigliole, Tonco, Tonengo, Vaglio Serra, Valfenera, Vesime, Viale d’Asti, Viarigi, Vigliano, Villafranca d’Asti, Villa San Secondo, Vinchio.
Rubino di Cantavenna doc
Vino rosso che ha ottenuto la Doc con il DPR del 9 gennaio del 1970. La zona di produzione delle uve è circoscritta ai territori municipali di Gabiano e Cantavenna, di Moncestino, Villamiroglio e Castel San Pietro (frazione di Camino. La base ampelografica, secondo il nuovo Disciplinare di Produzione approvato nel 2024, è: Barbera minimo 75%. Possono concorrere alla produzione vitigni delle varietà Grignolino e Freisa da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 25%. Le tipologie sono: tradizionale, Riserva e Superiore. La resa uva/ettaro si attestano al 70%, fatta eccezione per la tipologia Superiore che prevede 45 q.li/ha e da vigneti di minimo 15 anni. Immissione al consumo: per il Rubino di Cantavenna e Rubino di Cantavenna vigna, dopo il 1° febbraio dell’anno successivo alla vendemmia; per il Rubino di Cantavenna Riserva e Rubino di Cantavenna Riserva vigna, dopo 24 mesi a partire dal 1° febbraio dell’anno successivo alla vendemmia; per Rubino di Cantavenna Superiore e Rubino di Cantavenna Superiore vigna, dopo 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno, a partire dal 1° febbraio successivo alla vendemmia.
Questi i caratteri organolettici: colore rosso rubino più o meno intenso a seconda della tipologia; sapore fruttato, floreale, pieno e armonico.
Gabiano doc
Vino rosso che ha ottenuto la Doc con DPR del 15 luglio 1983. La zona di produzione delle uve è circoscritta ai territori municipali di Gabiano e di Moncestino. La base ampelografica è: Barbera dal 90 al 95% e vitigni a bacca rossa, purché autoctoni piemontesi, e non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte, fino ad un massimo del 10%. Le tipologie sono: tradizionale e Riserva. Le rese uva/ettaro 80%. L’immissione al consumo: per il Gabiano tradizionale, dopo il 31 marzo dell’anno successivo alla vendemmia; per il Gabiano Riserva, invecchiamento obbligatorio di 24 mesi, di cui almeno 18 in legno a partire dal 1° gennaio successivo all’anno di raccolta delle uve.
Questi, i caratteri organolettici: colore dal rosso rubino intenso al rosso granato con l’invecchiamento; sapore asciutto, armonico con sentori di prugna matura.
Il Monferrato, terra di marchesi, artisti e poeti, è una realtà ricca di sapori, tradizione e storia, capace di affascinare, sorprendere e far emozionare. E’ un territorio dal carattere selvaggio e autentico, schietto e anticonformista, nobile e talvolta ribelle, proprio come il suo vino di punta qual è il Grignolino del Monferrato casalese. La sua particolare conformazione, così come la sua estensione, ricomprese tra le Alpi e il mare ligure in un lembo di fertile terra attraversata dal grande fiume qual è il Po, è un condensato di biodiversità e di ecosistemi senza pari, diffusi in un paesaggio eterogeneo e variegato che alterna coltivi, vigneti e boschi, disegnati dalla natura e manutenuti dagli architetti del territorio quali sono gli agricoltori e i vigneron monferrini. Un territorio magico e poetico che lo stesso Giosuè Carducci così descrisse in un suo verso: “… e l’esultante di castella e vigne suol d’Aleramo…”. Già antico Stato italiano preunitario, il marchesato del Monferrato Stato sorse durante l’XI secolo e fu governato dalle dinastie Aleramici di Monferrato, Paleologi e Gonzaga, per terminare nel XVI scolo (1574), quando venne incorporato ai domini gonzaleschi, quindi, venne elevato a ducato. Tra i grandi del vino di questa fertile terra monferrina (o per origine o per trascorso), vi furono enologi, scienziati, chimici, divulgatori, inventori, tecnologi e innovatori del calibro di: Federico Martinotti, Arturo Marescalchi, Ottavio Ottavi e il senatore Paolo Desana, padre delle doc italiane. Dopo di loro, il palmares degli illustri del vino si è arricchito di nomi di prestigio e fama internazionale, tra i quali: Amilcare e Mauro Gaudio, Giuseppe Ravizza e, tra i contemporanei, l’eno-scienziato Donato Lanati.
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