CORRADO CALVO
PRESIDENTE FONDAZIONE ECOMUSEO DELLA PIETRA DA CANTONI

Un binomio inscindibile

Vino e Pietra
da Cantoni

I nostri borghi, con la loro particolare bellezza e unicità, testimoniano quanto la pietra da cantoni sia uno dei simboli del territorio del Monferrato casalese. Unico è anche quello che non si vede subito, che si deve scoprire, frutto di una storia che viene da molto lontano e che i geologi da tempo studiano e raccontano. La storia di un territorio milioni di anni fa coperto da un mare pieno di vita che, ritirandosi, ci ha lasciato un terreno ricco di Pietra da Cantoni.

La nostra pietra, ricavata in blocchi dalla coltivazione di cave oggi non più attive, è certamente un pregiato materiale da costruzione, ma è anche componente fondamentale del “terroir” in cui le viti affondano le loro radici, conferendo ai vini alcuni tratti assolutamente riconoscibili.
Poi il vino, quello buono, andava conservato adeguatamente. E dove meglio che negli infernot, scavati sempre nella Pietra da Cantoni?

Gli infernot sono veri e propri tesori da scoprire.
Piccole camere prive di luce naturale e areazione, scavate durante il periodo invernale dai nostri agricoltori (spesso aiutati da artisti cavatori), dove clima e umidità sono costanti, condizioni perfette per la conservazione del vino.
Entrando in un infernot, si rimane stupiti dalla maestria con la quale sono stati ricavati tavoli, vani e ripiani per poggiare le bottiglie e poi simboli e figure, opere geniali della cultura rurale.
Proprio quest’anno, ricorre il decennale del riconoscimento UNESCO de “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato”, sito seriale di cui il nostro territorio fa parte come componente denominata “Il Monferrato degli Infernot”.
L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, grazie soprattutto al prezioso lavoro di professori e studenti dell’Istituto Leardi, ha avuto un ruolo importante nella preparazione per la presentazione della candidatura.
Ha censito e catalogato un notevole numero di infernot presenti in diversi comuni, poi raccolti in pubblicazioni che, ancora oggi, rappresentano una fonte indispensabile per scoprire e studiare questi tesori nascosti sotto la terra.

Il volume strenna de Il Monferrato aggiunge un ulteriore fondamentale tassello al racconto e alla promozione del Monferrato casalese, attraverso storie di donne e uomini che hanno creduto e credono nel valore della terra e sono i veri custodi di una tradizione che ha nel vino uno dei principali interpreti.

Quando si assaggiano i prodotti delle nostre cantine si scopre un intero territorio che, anche intorno al vino, ha modellato la propria storia.
Vini, vigneti e pietra da cantoni rappresentano quindi elementi grazie ai quali possiamo continuare a raccontarci, possiamo riscoprire le nostre tradizioni e recuperare momenti di una cultura purtroppo in parte dimenticata, ma anche capire chi siamo e chi vogliamo diventare in un futuro da progettare assieme.

Corrado Calvo
Presidente Fondazione Ecomuseo
della Pietra da Cantoni